scarica il file (in formato pdf 13 Kb)

di Marco Reguzzoni

Presidente Provincia di Varese.

A partire dagli anni Novanta sono aumentati gli spazi e le attenzioni rivolte al territorio come fattore imprescindibile per la comprensione delle dinamiche di sviluppo. La crescente domanda di mobilità ha portato ad affrontare le ipotesi di crescita e di programmazione in una dimensione interregionale per la quale le grandi infrastrutture - nel nostro caso della navigazione aerea - non sono state in grado di dare risposte esaurienti in termini di offerta di servizi. Sarebbe sufficiente confrontare alcuni semplici dati. Nel 1980 erano attive in Europa cinque compagnie aeree regionali, oggi sono 82. Gli apparecchi in esercizio vent'anni fa, per queste compagnie, erano solo 16, oggi sono 1200. La rapidissima crescita quantitativa degli anni Ottanta, in concomitanza con la forte crescita economica di quel decennio; il miglioramento qualitativo degli anni Novanta, pur tra alti e bassi e in contemporanea al periodo di stagnazione dell'economia; una forte, crescente domanda di mobilità aerea intercontinentale e interregionale, hanno offerto molte opportunità di sviluppo al nostro territorio. Una regione come la Lombardia e una provincia come quella di Varese, sul cui territorio è attivo l'hub di Malpensa, non hanno un futuro competitivo senza una rete di infrastrutture di trasporto che ottimizzi il rapporto fra accessibilità e qualità ambientale-territoriale. Una regione competitiva deve essere facilmente e rapidamente raggiungibile dai principali poli economici europei; per essere tale, deve garantire un'offerta combinata di servizi di trasporto che risponda alla domanda locale, alla domanda turistica e alla domanda economico/professionale di mobilità. L'accessibilità è dunque una condizione essenziale per lo sviluppo competitivo dell'economia della Lombardia e dell'intero sistema Paese, perché senza accessibilità, o con un'accessibilità difficoltosa - come avviene oggi - una regione perderebbe terreno nei confronti dei sistemi Paese concorrenti. La Lombardia può migliorare questa condizione-quadro potenziando e migliorando le infrastrutture e le prestazioni di quattro vettori di trasporto:

  • i collegamenti stradali, il che vuol dire soprattutto garantire la fluidità del traffico sull'asse autostradale e sull'asse autostradale da e per l'aeroporto. L'impegno della Provincia di Varese perché si avviassero, dopo inutili lungaggini, i lavori della bretella Boffalora-Malpensa, la prima vera "autostrada" Milano-Malpensa, è andata proprio in questo senso;
  • i collegamenti ferroviari, per i quali le carte vincenti sono la nuova ferrovia veloce transalpina, con le gallerie di base del San Gottardo e del Monte Ceneri in Svizzera, il Corridoio 5, soprattutto la Torino-Milano-Venezia e, a livello locale, la Arcisate-Stabio, che assumerà le funzioni di cerniera fra sistemi internazionali di lungo raggio;
  • i collegamenti informatici, ossia le autostrade dell'informazione, tramite lo sviluppo e la diffusione delle nuove tecnologie quale strumento complementare per gli scambi commerciali e le relazioni imprese/clienti;
  • i collegamenti aerei, indispensabili per garantire spostamenti e rientri in giornata ai professionisti della piazza economica lombarda che devono recarsi nelle principali località europee.

Tanto più velocemente queste condizioni saranno rispettate, tanto prima l'intero sistema economico che ruota intorno a Malpensa riceverà "a cascata" una serie di benefici effetti. In caso contrario, se cioè i ritardi dovessero stratificarsi, le indecisioni divenire regola, l'unico futuro cui quest'angolo del Paese va incontro sarà quello della progressiva perdita di competitività.