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di Gabriele Albertini

Sindaco di Milano

 

L'imminente realizzazione di un Palazzo dell'Innovazione dimostra l'impegno e la volontà di Milano nel perseguire un ruolo di primo piano in ambito nazionale ed europeo. A breve, quindi, sugli ottomila metri quadrati di via Soderini avremo un Palazzo dell'Innovazione che non ha pari a livello europeo e che diventerà uno strumento indispensabile per i centri di ricerca, per gli studi brevettali, per le società specializzate in trasferimenti tecnologici e per società di venture capital.

Il Palazzo dell'Innovazione diventerà l'anello di congiunzione capace di collegare il fronte universitario con quello della ricerca per l'impresa. Si tratta di un passaggio fondamentale per colmare quel gap competitivo che purtroppo ancora separa l'Italia dagli altri Paesi industrializzati e che in parte è dovuto alla mancata alleanza tra mondo accademico e PMI.

Questo ambizioso progetto, lanciato dalla Camera di Commercio, si aggiunge a tutte quelle iniziative varate dall'attuale amministrazione comunale per formare un profilo della città che sia il più competitivo possibile e tale da migliorare la qualità della vita nel nostro Paese.

È d'importanza vitale che Milano si muova in questa direzione perché da sempre il capoluogo lombardo, fungendo da forza trainante dell'economia italiana, ne rappresenta il modello di riferimento.

Non è un caso che il Palazzo dell'Innovazione veda la luce proprio nel momento in cui la città sta dando il massimo di se stessa, dimostrando la propria vitalità attraverso una radicale trasformazione urbanistica. Faccio un riferimento all'urbanistica perché sono gli edifici che offrono il metro di giudizio sulla vitalità di una metropoli.

Milano, dunque, ricomincia dall'architettura, che non risponde solo a esigenze estetiche ma senza dubbio rappresenta il primo impulso per visibilità, stato di appartenenza e spinta al progresso.

La Bicocca con Tecnocity ne sono una prova. Ma non l'unica. La città della Moda, che sorgerà tra Garibaldi e Repubblica, sancisce il primato di Milano come cardine del fashion. I grattacieli progettati per quello che io chiamo il Central Park milanese sono il pentagramma di una città catapultata nel terziario. Il quartiere di Santa Giulia configura i nuovi profili residenziali di una metropoli attenta anche alla salvaguardia dell'ambiente.

Come la lirica ha un suo tempio nella Scala ristrutturata e ampliata, così il mondo del commercio viene celebrato nella "cattedrale" fieristica di Rho-Pero. Perfino gli impianti per la depurazione delle acque e il termovalorizzatore che fornisce energia in cambio di rifiuti possono vantare un prestigio architettonico che ne fa delle eccellenze.

Tutto ciò, come dicevo, non è fine a se stesso ma innesta una reazione a catena che, volendone esaminare i vantaggi per Milano e per i milanesi, si può anche quantificare.

Il 10,14% del valore aggiunto nazionale viene prodotto nell'area milanese, il Prodotto Interno Lordo annuopro capiteè di 32.000 euro contro il 17.017 della media nazionale; il Pil, di 119,3 miliardi di euro, è il terzo d'Europa dopo Londra e Parigi; qui si concentrano il 42% delle imprese lombarde e il 6,5% di quelle italiane; il 28,6% delle imprese straniere presenti in Italia operano nel milanese e il 50% degli investitori stranieri ha impiegato il capitale nella nostra città. Milano, con 15.000 unità, è la prima provincia italiana per imprese innovative, detiene inoltre il primato tecnologico e offre lavoro nell'hi-tech al 17% degli addetti nazionali.

È anche sulla scorta di questi dati che si può intuire l'importanza di un progetto come quello relativo al Palazzo dell'Innovazione. Esso contribuirà a sviluppare il processo di crescita necessario alle esigenze di quel mercato globalizzato in cui le imprese dell'area milanese costituiscono l'avanguardia più significativa.