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di Michele Perini
Presidente di Assolombarda

Per molte ragioni Milano viene considerata la capitale mondiale del design. Uno dei tratti più espliciti e significativi è senza dubbio il fatto che Milano, per il design e le attività correlate, è un centro mondiale di innovazione. Qui infatti, nei decenni passati sono nate e si sono diffuse nel mondo le idee sul design e i linguaggi più innovativi, ancor oggi hanno sede i più importanti studi internazionali di design, numerosi giovani vengono a studiare e a fare le prime esperienze pratiche e, fenomeno di grande rilevanza, una volta all'anno il Salone Internazionale del Mobile riunisce un gran numero di operatori del settore sia nazionali che internazionali. Tutto questo accade perché, ed è questa la vera caratteristica distintiva, questo comparto è riuscito a "fare sistema". Sistema, che si basa su un equilibrio produttivo tra affari e cultura, tra locale e globale. Parlare di design a Milano significa infatti riferirsi ad un insieme di professionisti, ma anche di teorici, critici e comunicatori; di imprese artigianali, manifatturiere ed editoriali, di centri commerciali come la Fiera di Milano, ma anche di centri di ricerca come il Politecnico. Tutti questi attori agiscono in autonomia e quindi in competizione economica, culturale e di ruolo con gli altri, ma tutti sono parte di un'entità unitaria. Un intreccio di competitività e cooperazione che fa di Milano un centro unico di innovazione. Questo insieme di affari, ma anche di cultura e ricerca, di alta tecnologia e capacità artigianali, sono tratti squisitamente milanesi, risultato di una storia locale, milanese appunto, e come tale unica, che genera proposte originali. Ma la "milanesità" è tutt'altro che chiusa. Il design milanese è un sistema aperto, un modello operativo e culturale, locale e globale al tempo stesso. Se non si è riusciti poi a realizzare un museo del design attivo e moderno è perché proprio dal mondo del design sono arrivati più veti che stimoli. È ora di superarli, Assolombarda ha lanciato una proposta per un Internet Café Design che sia il luogo che lega tutto ciò che ha il denominatore comune del design in città.

 

In che direzione stiamo andando

Il mondo del progetto milanese si sviluppa principalmente attorno ai settori del mobile, degli oggetti e accessori d'arredo, del tessile e dell'illuminazione, e accanto a questi, quello della comunicazione. Il visual design, il packaging design, portano oggi le aziende sul terreno dell'innovazione non solo del prodotto ma anche delle strategie di comunicazione. Progettisti, grafici, comunicatori, fotografi, pubblicitari, sperimentatori di tecnologie operano in un sistema di interazione e relazione. In una recente dichiarazione (Repubblica 09-02-03) Vico Magistretti, uno dei più autorevoli rappresentanti del design italiano, sottolineava la mancanza di progetto del design contemporaneo e la scarsa attenzione alla produzione. Se i nostri prodotti sono famosi in tutto il mondo è proprio grazie al legame tra progetto e produzione, tra la tecnologia e il design e la loro sintesi applicata ai materiali. Il tema della sfida tecnologica ha caratterizzato molte delle aziende più significative del design italiano. L'aver impiegato la tecnologia ha significato produrre oggetti economici con un processo altamente industrializzato. Con uno sguardo attento all'allarme lanciato da Magistretti credo che le imprese milanesi sappiano e debbano mantenere viva la loro identità: la sintesi poetica tra tecnologia e design.