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di Giovanni Bozzetti
Assessore alla Moda, Turismo, Tempo libero del Comune di Milano.
I confini della Moda si sono molto estesi nel tempo, a seguito delle scelte strategiche delle imprese e delle mutate percezioni dei consumatori. Oggi parlare di moda significa occuparsi di tessile, abbigliamento, calzature, accessori, gioielli, alberghi e altro ancora. Così intesa, la moda è uno dei principali motori di sviluppo della nostra città (e del nostro Paese) sotto il profilo economico, urbanistico, sociale e culturale. Se, oggi, il Made in Italy è considerato un prodotto di eccellenza e sui mercati mondiali è sinonimo di ben fatto, qualità e bellezza, lo si deve proprio a questo straordinario settore. Bisogna quindi sfatare il mito della moda come sinonimo di effimero perché essa è invece arte, cultura e rappresenta una delle voci più importanti dell'economia italiana. L'intero settore è la seconda industria del nostro Paese, con i suoi 48 miliardi di euro di fatturato, di cui il 57% in esportazioni. È un mondo capace di generare occupazione, benessere e ricchezza sociale. Si consideri il valore aggiunto che genera nei settori a essa correlati, quali trasporti, commercio e servizi, o la grande rilevanza che riveste anche per lo sviluppo turistico della città. La moda, infatti, richiama ogni anno a Milano imponenti flussi turistici, contribuendo a farne la seconda città turistica d'Italia in termini di presenze e spesa turistica. Il settore moda comprende in città oltre 12mila imprese, 800 show room, 14 scuole con 6mila studenti in gran parte provenienti dall'estero, circa 200mila visitatori all'anno in fiere quali MilanoVendeModa, Moda In, White e Neozone. A Milano Moda Donna, per assistere alle oltre 200 sfilate, giungono nella nostra città migliaia di operatori, oltre 1100 giornalisti, 50 televisioni, 400 fotografi, con un giro d'affari di circa 20mila miliardi di vecchie lire. Il 70% dei turisti è attratto da motivazioni correlate allo shopping e il 50% di loro torna a casa con almeno un capo d'abbigliamento acquistato. Grazie alla moda la nostra città si è in parte trasformata, abbellita. Partendo dal Quadrilatero d'oro sta contagiando positivamente tutto il territorio urbano milanese e rivendica quindi il ruolo di motore urbanistico. Con l'impulso degli imprenditori più avveduti alcune zone di Milano, prima marginalizzate o degradate, oggi stanno rinascendo. L'ateliér di Armani in via Borgognone riqualifica l'intera zona circostante; via Tortona e via Spartaco sono rinate sulla spinta delle numerose presenze di brand e fiere del settore, così come alcune zone periferiche interessate da insediamenti di importanti marchi di moda. A breve verrà anche risanata un'annosa ferita nel tessuto urbanistico della città, grazie al progetto della città della moda che riqualificherà un'area di 230mila metri quadri in Garibaldi-Repubblica. Verrà realizzato un centro polifunzionale con spazi espositivi, un museo della moda, un polo universitario, show room e uffici. Si tratta di un fenomeno importante che, come sottolineano gli studiosi di sociologia urbana, dona alla città un volto differente, più moderno, più intrigante. Più bello e più sicuro. Quando una strada o un quartiere ritrovano luci, colori, suoni, movimento, la qualità della vita dei cittadini, di tutti i cittadini, immediatamente migliora. Si percepisce una sicurezza più diffusa e diminuiscono le sacche di degrado. L'attuale fase congiunturale mondiale sta imponendo alle aziende impegnate nella moda una riflessione strategica sul proprio futuro. Nel contempo, anche Milano deve valutare come fronteggiare la concorrenza crescente di altre città internazionali intenzionate a conquistare maggiore visibilità in questo ambito. Per favorire un dibattito aperto tra tutti coloro che sono interessati, e in particolare gli operatori del settore, l'Amministrazione comunale di Milano, in collaborazione con Camera di Commercio, Banca Intesa e le Università milanesi, ha deciso di organizzare lo scorso maggio "Milano di Moda - Prima Conferenza Strategica sulla Moda". La conferenza si proponeva di individuare le priorità di azione per il futuro immediato e a medio termine allo scopo di mantenere la nostra città punto di riferimento mondiale del settore e traino di un unitario sistema moda italiano. A tal proposito, sono stati individuati alcuni grandi temi su cui le istituzioni, unitamente agli operatori del settore, stanno già lavorando per intraprendere le azioni necessarie a rafforzare sempre più il binomio Milano-moda:
- adeguatezza timing e durata attuale delle settimane della moda;
- necessità di valorizzare i nuovi designer e i giovani;
- animazione della città durante la settimana della moda. La moda deve cercare di creare eventi aperti a tutti e coinvolgere la città, offrendo al consumatore un'esperienza globale tra shopping, relax e cultura;
- crescita della cultura dell'anti-contraffazione;
- rapporti con la Cina. Proprio per dare un'ulteriore scossa, un'iniezione di energia, di vitalità, d'internazionalità, consolidando e rafforzando il ruolo di Milano quale capitale mondiale della creatività, in occasione della settimana della moda di settembre abbiamo inteso realizzare, unitamente alla Camera di Commercio e sulla scorta di quanto accade con il design e con la notte bianca, un circuito di eventi in città che potesse essere vissuto entusiasticamente da operatori della moda e grande pubblico. Ogni evento è stato compreso in una specifica pubblicazione redatta in più lingue e ogni luogo interessato contraddistinto da uno stendardo identificativo con la dizione "Milano di Moda". Abbiamo fatto vivere le piazze, le strade, i cortili, i musei, le mostre, gli showroom, le aziende, le gallerie d'arte, contagiando tutti con una magica atmosfera. Così abbiamo reso la nostra Milano sempre più internazionale, globale, vivibile, invitante ed effervescente. Tutte le istituzioni, Governo, Regione, Provincia e Comune, hanno il dovere di operare in modo sinergico a sostegno del settore moda lavorando di concerto col sistema industriale, produttivo, artigianale, commerciale e le associazioni di categoria. Soltanto operando come una squadra compatta, senza gelosie e particolarismi, potremo fronteggiare la competizione che, in un'economia globalizzata, ci è posta dai Paesi emergenti. La moda è, infatti, il nostro gioiello, una delle massime rappresentazioni del Made in Italy e va necessariamente preservata e sostenuta con forza da tutte le istituzioni. È uno specifico dovere che, se attuato sinergicamente, potrà mantenerci ai vertici della creatività mondiale senza correre il rischio di osservare, in un futuro non troppo lontano, il Made in Italy dietro le bacheche di un museo.





PROGRAMMA-29maggio.pdf
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