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di Anna Gervasoni

Direttore del CRMT dell'Università Carlo Cattaneo - LIUC di Castellanza.

Il processo di globalizzazione verificatosi nel corso dell'ultimo ventennio, e ancor'oggi in atto, ha esteso a livello internazionale il contesto con il quale è necessario mantenere contatti stabili, che risultano essere significativi a livello economico e strategico. A fronte di tale cambiamento, l'accessibilità aerea costituisce uno dei fattori essenziali per lo sviluppo di una qualsiasi economia avanzata. In questo nuovo contesto, le regioni competono per conservare e attrarre le funzioni direzionali e produttive aziendali caratterizzate da un maggiore valore aggiunto. Con riferimento a tale competizione, proprio il differenziale di accessibilità aerea risulta essere un elemento in grado di incidere in maniera determinante sulle prospettive di sviluppo. In particolare, con riferimento alla regione Lombardia, l'accessibilità aerea costituisce, innanzitutto, una leva su cui agire per ridurre i costi di accesso al resto del mondo da parte delle imprese già insediate, e un valido strumento di marketing territoriale in grado di attirare imprese multinazionali che scelgono la Lombardia come propria location produttiva e/o direzionale. Per questi motivi, accrescere e sviluppare l'accessibilità aerea è un obiettivo imprescindibile per le forze che hanno come compito principale il sostegno dello sviluppo e del sistema delle imprese. Rispetto ai principali competitors internazionali, la Lombardia risulta attualmente fortemente penalizzata proprio per lo scarso grado di accessibilità aerea. L'analisi dei cambiamenti economico-produttivi intercorsi a seguito dell'apertura di Malpensa1 sul territorio di riferimento, individuato nell'area di Milano, Varese, Novara e Como, ha evidenziato come, nonostante il periodo di crisi a livello nazionale, le province di Varese e Milano mantengano un buon livello di sviluppo, mentre l'area del novarese dimostra di possedere un elevato potenziale che, nell'ultimo quadriennio, è stato tramutato in un'opera di concreto sviluppo; questa situazione è favorita anche dal forte impatto generato dai cantieri aperti per la rete ad alta velocità Torino-Milano. Per quanto riguarda la provincia di Como, invece, le difficoltà emerse dall'analisi degli indicatori di sviluppo possono in gran parte essere attribuite alla pesante crisi in cui versa il settore tessile e serico in particolare. Approfondendo lo studio a un maggiore livello di dettaglio, l'evoluzione della scomposizione settoriale del valore aggiunto ha evidenziato l'assenza di processi di modificazione della composizione produttiva significativamente più accentuati rispetto alla media e il conseguente mancato sviluppo di nuovi potenziali settori di attività, aviation e non aviation related, indotti dalla presenza dell'aeroporto. Dall'analisi dei dati ( tabella 1) non sembra, quindi, essersi registrato sul territorio, a livello generale, un ben definito fenomeno di accelerazione dello sviluppo riconducibile all'apertura dell'aeroporto. Talune serie di dati mettono anzi talvolta in evidenza, nell'ambito del territorio di riferimento, quasi un "effetto cantiere" nel periodo antecedente allo sviluppo dell'aeroporto, ridimensionatosi nei periodi immediatamente successivi. Questo, se da un lato è interpretabile come un mancato pieno completamento del progetto originario (ovvero, Malpensa quale hub principale del sud Europa), dall'altro evidenzia come l'impatto generabile dalla presenza dell'aeroporto non sia ancora esaurito, poiché restano ancora aperte numerose opportunità di crescita in diversi settori economici. Tali opportunità, infatti, sono state solo in parte concretizzate in uno sviluppo economico-territoriale e, dunque, risulta essere ancora ampio il potenziale esprimibile e implementabile. Quanto appena affermato non implica, evidentemente, l'attuale totale assenza di un effetto derivante dalla presenza dell'infrastruttura aeroportuale stessa, che si è effettivamente concretizzato in alcuni particolari settori, primo fra tutti quello della logistica e delle attività a servizio delle merci, che hanno registrato un notevole sviluppo. Inoltre, è da ricordare che risulta particolarmente arduo isolare perfettamente l'impatto generato dall'insediamento dell'infrastruttura aeroportuale, dall'effetto negativo causato dal periodo di recessione che riguarda l'area geografica di riferimento e, più in generale, l'Italia da ormai alcuni anni, con particolare riferimento ai comparti più tradizionali. Tale fenomeno recessivo ha avuto, tra l'altro, un impatto piuttosto significativo sul territorio di Malpensa, storicamente legato al settore manifatturiero e tessile in particolare. Da ciò si può derivare, quindi, che un impatto positivo generato dalla presenza dell'aeroporto è identificabile con l'assorbimento di parte degli effetti negativi comportati dal suddetto fenomeno recessivo, per il tramite di alcuni settori particolarmente performanti del comparto dei servizi e indotti proprio dallo sviluppo di Malpensa.

L'integrazione di Malpensa nel territorio

In sintesi, partendo dal presupposto che la presenza di un aeroporto può costituire un motore di sviluppo per qualsiasi economia locale e che tale sviluppo si concretizza non solo nello sviluppo e nel consolidamento di alcuni settori già radicati, ma anche nella possibilità di recepire nuove tipologie di attività indotte dalla presenza dell'aeroporto, come accaduto in altre realtà europee (Francoforte, Madrid e Manchester), si può affermare che l'evoluzione della struttura produttiva verso attività a più elevato valore aggiunto non si è ancora pienamente completata nell'area di Malpensa. Questo fenomeno può essere probabilmente ricondotto anche alla scarsa integrazione dell'infrastruttura aeroportuale con il territorio, nonché alla mancata costituzione di un polo di business nell'area circostante, in grado di fungere da richiamo per nuove sedi produttive d'impresa. Proprio l'impresa risulta essere un soggetto determinante nello scenario territoriale, in quanto principale attore in grado di generare sviluppo economico, creare valore aggiunto, nonché elevare il livello di occupazione. In virtù di tale considerazione, è importante trovare una valida risposta ad alcune tematiche di rilievo, quali ad esempio: la presenza di un aeroporto di tipo hub sul territorio ha un peso nelle scelte strategiche delle imprese? E se è così, riveste un ruolo di primaria o di scarsa importanza? E quale importanza attribuiscono le società di consulenza alle infrastrutture presenti sul territorio, e in particolare a un aeroporto, nel momento in cui affiancano un'impresa nelle decisioni strategiche più rilevanti? Nell'intento di raggiungere tale obiettivo, è utile porsi nell'ottica della singola impresa che si trova di fronte a decisioni strategiche di primaria importanza con riferimento alla scelta della propria location. A tal fine, alcune interviste effettuate a importanti opinion leaders del territorio, nel periodo compreso fra giugno e luglio del 2004, hanno consentito di fare emergere come il livello di dotazione infrastrutturale di un territorio costituisca un fattore chiave che orienta le decisioni di investimento degli attori nazionali e internazionali. La disponibilità di un adeguato sistema infrastrutturale rappresenta la conditio sine qua non per la competitività di un territorio, e in tale contesto la "variabile aeroporto" assume un'importanza essenziale per le scelte logistico-strategiche delle imprese. Inoltre, si è rilevato come l'elaborazione di un piano di sviluppo condiviso fra gli Enti interessati permetterebbe, secondo l'opinione degli intervistati, di superare l'incertezza legata al futuro sviluppo aeroportuale, che costituisce un grosso ostacolo per le scelte decisive di medio-lungo termine delle imprese e degli altri attori coinvolti. Risulta significativo, ai fini di un'analisi esaustiva, identificare alcuni termini di paragone a livello internazionale. Per questo sono stati individuati i sistemi aeroportuali europei di Francoforte, Madrid e Manchester, al fine di operare un confronto fra quest'ultimi e il sistema aeroportuale di Malpensa, nell'intento di evidenziare caratteristiche distintive e comuni tra le quattro infrastrutture. Tale confronto si è reso possibile grazie al fatto che l'area geografica di riferimento per questi aeroporti presenti elementi simili tra loro e in particolare riconducibili a un livello di popolazione compreso fra i 5,5 e i 9 milioni di abitanti, in grado di produrre una ricchezza compresa fra i 123.000 milioni di Euro e i 241.000 milioni di Euro. I parametri rilevanti sono stati, in sintesi, la struttura aeroportuale e le sue caratteristiche, l'accessibilità aeroportuale (considerando i collegamenti autostradali, ferroviari e di altro tipo), la dinamica del traffico passeggeri, merci e movimentazioni e l'impatto economico generato sul territorio. I risultati emersi dal confronto internazionale effettuato possono essere così sintetizzati (tabella 3):

  • negli aeroporti di Manchester, Madrid e Francoforte, si è rilevata la presenza di progetti di sviluppo formalizzati, approvati e condivisi dalle autorità competenti, che interessano le piste di atterraggio e di decollo, i terminal e le strutture cargo; questo non accade con riferimento allo scalo di Malpensa, generando un'incertezza che si ripercuote negativamente sul potenziale di sviluppo territoriale;
  • il confronto in termini di accessibilità aeroportuale mette in evidenza l'insufficiente sistema di collegamenti infrastrutturali da e per Malpensa; i tre scali aeroportuali europei oggetto di studio dispongono, invece, di un sistema infrastrutturale di supporto molto più esaustivo;
  • il confronto a livello di trasporto e movimentazione di merci mette in risalto la buona performance fatte registrare dal sistema di Malpensa, che in pochi anni sta raggiungendo volumi di assoluto rilievo, anche grazie al recente sviluppo di Cargo City;
  • l'analisi dei tre casi internazionali mostra come l'insediamento di un'infrastruttura aeroportuale all'interno di un'area geografica è potenzialmente in grado di generare effetti positivi di ampia portata sull'occupazione e sulla ricchezza prodotta, a un livello molto più avanzato di quanto accaduto sino a oggi nell'area di Malpensa.

L'impatto economico di Malpensa sui settori immobiliari, logistico e dei servizi alle imprese

Da ultimo, è interessante focalizzare l'attenzione sulla stima dell'impatto economico generato sul territorio dall'aeroporto di Malpensa, con riferimento ad alcuni settori di particolare interesse, quali il settore immobiliare, quello dei servizi alle imprese e, in particolare, delle attività a servizio della logistica e del trasporto merci. Con riferimento a quest'ultimo, dalle elaborazioni è emerso come dei circa 7.500 nuovi posti attivabili a seguito dell'apertura di Malpensa in un periodo compreso fra il 1996 ed il 2005, stimati in alcune precedenti ricerche svolte dal CRMT2, Centro di Ricerca sui Trasporti e le Infrastrutture dell'Università Carlo Cattaneo - LIUC di Castellanza e dal Gruppo Class, una stima prudenziale porta a identificare ben 6.000 nuovi posti di lavoro attivati direttamente alla presenza dell'aeroporto fra il 1998 ed il 2003. Quindi, considerando anche il potenziale sviluppo futuro connesso a Cargo City, il settore in esame è destinato a rispettare le previsioni di crescita. Con riferimento al settore immobiliare, invece, si evince come i prezzi e i canoni di locazione non risultino essere aumentati in modo differenziale rispetto alla media lombarda, ossia non si è assistito all'apprezzamento che solitamente si registra in contesti analoghi quale effetto della presenza di una infrastruttura aeroportuale di tipo hub. Talune categorie di prezzi hanno addirittura subito, immediatamente dopo l'anno 2000, un ridimensionamento, a causa del mancato pieno sviluppo di Malpensa e del non sufficiente sviluppo territoriale in termini di infrastrutture viarie, ferroviarie e accessorie all'aeroporto; il recente "sblocco" di alcune situazioni (Cargo City, Trade Center, Logistic Park) ha contribuito a un recupero in tal senso. L'eccessivo frazionamento delle proprietà fondiarie e degli operatori locali e la frequente incertezza sulle possibili destinazioni dei terreni e sulle possibilità edificatorie hanno costituito, unitamente all'ancora attuale arretratezza dei collegamenti infrastrutturali all'aeroporto, le principali cause del mancato pieno sviluppo del mercato immobiliare.

Conclusioni

In conclusione si può affermare, sulla base di comprovate ricerche svolte a livello nazionale e internazionale, che al fine di poter parlare di aeroporto di tipo hub è importante la presenza contemporanea di tre condizioni: un territorio sviluppato ed economicamente ricco; un'infrastruttura aeroportuale adeguata; una compagnia aerea che faccia hubbing sull'aeroporto. Attualmente, la situazione di Malpensa vede pienamente soddisfatto solo il primo dei tre requisiti sopra enunciati, ma la sensazione ricavata dall'analisi svolta in precedenza risulta essere quella di un grande potenziale inespresso. Infatti, il quadro di riferimento può essere così riassunto: 1) per quanto attiene l'area geografica, si può affermare che il territorio risulta avere caratteristiche economiche che possono sicuramente favorire e sostenere lo sviluppo di un hub internazionale, ma è necessario promuovere e sviluppare i potenziali nuovi settori indotti dalla presenza dell'aeroporto, nonché creare un sistema adeguato di servizi ai passeggeri e alle imprese; 2) con riferimento all'infrastruttura aeroportuale, i recenti investimenti e quelli programmati per il prossimo futuro potenziano notevolmente la dotazione infrastrutturale dell'aeroporto, per il quale devono però ancora essere previsti interventi al fine di migliorare alcuni parametri fondamentali, primo fra tutti il grado di accessibilità; 3) per quanto attiene al ruolo della compagnia aerea, risulta fondamentale il ruolo che la compagnia di bandiera potrà e vorrà svolgere, prevedendo nel piano industriale di rilancio la volontà di fare hubbing sull'aeroporto di Malpensa, attraverso alleanze, nuovi investimenti in strutture e flotta e la scelta di radicarsi maggiormente (spostando la base di armamento e di supporto logistico) sul territorio lombardo e su Milano in particolare. Il progetto originario che prevedeva per Malpensa il ruolo di hub principale del sud Europa non è ancora evidentemente concluso, sia a livello di dotazione infrastrutturale, sia a livello di una matura integrazione con il territorio. Ma la presenza di numerose leve ancora attivabili, ai fini del raggiungimento di un pieno sviluppo, consentono di affermare che vi è ancora un ampio raggio d'azione per raggiungere l'obiettivo prefissato.

Note

1. Il CRMT, Centro di Ricerca sui Trasporti e le Infrastrutture dell'Università Carlo Cattaneo - LIUC di Castellanza, ha condotto, nel secondo semestre del 2004, uno studio avente l'obiettivo di documentare sia gli effetti economici derivanti dall'aeroporto di Malpensa, sia gli effetti prodotti dal mancato sviluppo della sua funzione di hub intercontinentale. Tale ricerca è il prosieguo di altri due studi condotti dal CRMT dell'Università Carlo Cattaneo-LIUC, dal Gruppo CLAS e dall'Università Luigi Bocconi, svolti rispettivamente nel 1998 e nel 2001, i quali, sulla base di una comprovata metodologia internazionale, valutavano gli effetti diretti, indiretti e indotti riconducibili al ruolo dell'aeroporto di Malpensa nell'ipotesi di un suo sviluppo come hub intercontinentale. Lo studio del CRMT è stato strutturato in tre fasi fondamentali. Dapprima si è focalizzata l'attenzione sull'analisi dei cambiamenti economico-produttivi intercorsi a seguito dell'apertura dell'aeroporto internazionale di Malpensa, sia in un'ottica macroeconomica (attraverso un'analisi per indicatori significativi, quali il valore aggiunto, il tasso di occupazione, la scomposizione settoriale del sistema imprenditoriale, il commercio con l'estero e altri ancora) sia microeconomica (per il tramite di alcune interviste mirate). Successivamente si sono paragonati i risultati ottenuti con quelli relativi a casi di successo di hub internazionali appartenenti a contesti economico-territoriali significativamente paragonabili a quello di Malpensa. Da ultimo, si è proceduto a un tentativo di stima dell'impatto economico generato sul territorio dall'aeroporto di Malpensa con riferimento al settore dei servizi alle imprese, al settore delle attività a servizio della logistica e del trasporto merci e, infine, al settore immobiliare. Quanto segue riporta sinteticamente i risultati emersi nel corso dell'analisi. 2. Si veda, a tale proposito, quanto riportato nella precedente nota metodologica.