23. LE INIZIATIVE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI MILANO IN MATERIA DI CREDITO E FINANZA
È noto che uno dei principali problemi di funzionamento del sistema finanziario italiano consiste nella difficoltà di fare incontrate la liquidità derivante dalla gestione del risparmio con le esigenze di investimento proprie delle imprese. A dispetto della straordinaria importanza delle PMI nel sistema produttivo italiano e della centralità delle banche, cioè degli intermediari che sono i loro interlocutori più immediati e adatti a seguirne lo sviluppo, esiste infatti una anomalia nei rapporti tra questi due soggetti. Tale anomalia si traduce in un multiaffidamento diffuso (con un numero di rapporti bancari più elevato del triplo rispetto alla media europea), in un prezzo del credito mediamente troppo alto e in un basso ricorso al credito di medio termine, al mercato dei capitali, al venture capital. Peraltro, in molti casi un freno allo sviluppo del sistema è dato proprio dalla sua stessa estrema specializzazione. Infatti, una delle cause del mancato incontro tra investimento e risparmio è l'asimmetria informativa e la persistente diffidenza degli imprenditori nei confronti di un mondo che propone strumenti finanziari sempre più sofisticati ma non riesce a comunicarne adeguatamente i vantaggi. È su questo snodo della difficile sintonizzazione tra mercato dei capitali e mondo delle piccole e medie imprese che le Camere di Commercio possono giocare un ruolo importante. Esse infatti, in quanto enti orizzontali e trasversali e in virtù della peculiare capacità di dialogare con gli imprenditori nel loro linguaggio, sono in grado di agevolare la comprensione delle proposte dei soggetti specializzati e qualificati del mondo creditizio e finanziario, contribuendo per questa via a colmare una distanza penalizzante per la nostra economia nel suo complesso. In questo scenario, la funzione che la Camera di Commercio di Milano ritiene di poter svolgere è duplice:
¿ mantenere viva la politica di alleanza con il sistema dei Consorzi e delle Cooperative di garanzia collettiva fidi della provincia di Milano volta ad agevolare le condizioni di accesso al credito.
Per questa via, infatti, la Camera potrà continuare ad incidere sulle dinamiche di finanziamento tradizionali incentrate sul forte radicamento territoriale del sistema bancario locale e sul ruolo delle relazioni familiari/amicali nel finanziamento delle nuove iniziative imprenditoriali. È necessario, infatti, che tali elementi - che finora hanno consentito lo sviluppo di un sistema imprenditoriale di primissimo livello - non vadano dispersi, ma valorizzati in un contesto più adatto alle nuove esigenze delle imprese;
- utilizzare la tradizionale vicinanza con il mondo della Borsa e degli intermediari finanziari per stringere alleanze con tali soggetti, in modo da trasferire sulle imprese il "meglio" esistente sul mercato.
L'accordo di collaborazione con Borsa Italiana S.p.a., che punta ad informare le imprese sulle opportunità e sui meccanismi di accesso alla quotazione e sui nuovi strumenti finanziari, e l'imminente costituzione dell'Osservatorio sul credito, strumento di analisi, conoscenza e proposta sulle problematiche di accesso al mercato del credito da parte delle PMI, costituiscono esempi concreti che vanno in questa direzione.
La collaborazione con i Consorzi Fidi e l'accordo con la Borsa Italiana S.p.a.
Sulla base di tali considerazioni preliminari e, in particolare, alle iniziative a sostegno all'accesso al credito per le imprese, si ritiene utile tracciare un breve resoconto delle attività finora svolte dall'ente camerale milanese. Negli anni, all'intervento più tradizionale, consistente nell'abbattere il costo dei finanziamenti legati a necessità di investimenti aziendali, si sono aggiunti interventi più innovativi tutti accomunati dall'obiettivo di contribuire al rafforzamento della struttura finanziaria delle imprese. Tra questi si ricordano le iniziative a favore della patrimonializzazione aziendale, il mezzanine financing, il sostegno al check up finanziario aziendale, il sostegno alle imprese nella fase di start-up. Il contributo della Camera di Commercio consiste nell'abbattere il costo del tasso di interesse sui prestiti di un punto e mezzo per gli interventi più tradizionali e di due punti per quelli più innovativi. Tali operazioni sono svolte dalla Camera in stretta collaborazione con i diversi Consorzi di garanzia Fidi ai quali le imprese si possono rivolgere, a seconda del settore di appartenenza. Essi istruiscono le pratiche di finanziamento, verificano l'affidabilità dell'impresa, garantiscono nei confronti della banca il 50% del finanziamento e successivamente inoltrano alla Camera di Commercio la richiesta di contributo. Lo scorso anno, hanno beneficiato delle iniziative citate 541 imprese appartenenti a tutti i settori economici, con un intervento finanziario della Camera che ammonta in totale a 1,6 miliardi di lire. Parallelamente a queste iniziative rivolte direttamente alle imprese, la Camera porta avanti anche un'azione di supporto ai processi di sviluppo - sotto l'aspetto istituzionale, finanziario ed operativo - dei Confidi stessi per aiutarli nel compito, non semplice, di mantenere elevata la loro capacità di risposta alle esigenze di finanziamento delle imprese e anche per invogliarli a rivolgersi a segmenti di utenza finora esclusi dal loro ambito tradizionale di intervento. A tale proposito è da richiamare l'attenzione sull'azione recente svolta dalla Camera, nell'ambito dei lavori dell'Osservatorio non profit, volta ad avvicinare il mondo dei Confidi a quello delle associazioni di volontariato e alle loro particolari esigenze di finanziamento. Con riferimento al secondo aspetto e cioè all'attività finalizzata ad agevolare le imprese nell'affrontare il problema di come finanziarsi ed in particolare di come finanziare il loro sviluppo, è stato concluso ormai da più di un anno un accordo di collaborazione con la Borsa Italiana S.p.a. I motivi che hanno spinto la Camera di Commercio e la Borsa a questo passo sono la constatazione che, in un mercato sempre più globalizzato, diventa vitale per le piccole e medie imprese locali rafforzare la propria struttura finanziaria per renderla coerente rispetto alla struttura produttiva, la cui solidità è invece indiscussa. Agire dunque insieme - ciascuna con le specificità che le sono proprie - per rafforzare questo punto debole del nostro sistema produttivo, è l'obiettivo comune di Borsa e Camera. Nel primo anno, questa collaborazione ha portato i due partners alla ideazione di strumenti di comunicazione - dalla creazione di una pagina dedicata alla finanza nel sito della Camera, alla realizzazione di numeri di riviste camerali sulla finanza, all'organizzazione di incontri tra imprenditori interessati a nuove modalità di finanziamento della propria attività e investitori istituzionali che hanno consentito alle imprese di cominciare ad avvicinarsi con fiducia al mondo degli intermediari finanziari. L'accordo proseguirà anche per il 2001, poiché entrambe le istituzioni ritengono fondamentale continuare a lavorare sinergicamente, apportando ciascuna le proprie competenze. La Camera, infatti, può mettere a disposizione la sua macchina organizzativa e i suoi quotidiani contatti con l'utenza imprenditoriale; la Borsa, forte del suo ruolo di centro nevralgico della Piazza finanziaria italiana, può invece fornire gli elementi specialistici e di approfondimento, indispensabili per dare valore aggiunto all'attività di sensibilizzazione che si intende portare avanti.
L'Osservatorio camerale su credito e finanza
Su questo fronte di attività si inserisce anche la più recente costituzione di un Osservatorio sul credito e la finanza che nasce dall'esigenza di fornire una risposta ai problemi evidenziati tra PMI italiane e il sistema bancario e finanziario. È opinione condivisa che sia necessario instaurare un rapporto sempre più costruttivo - in aggiunta alle linee di intervento citate in precedenza - per dare vita ad iniziative - come appunto un Osservatorio - che siano in grado di fare incontrare in una sede stabile e permanente tutti quei soggetti istituzionali, associativi e del mondo bancario a vario titolo coinvolti sul tema e su cui spesso le posizioni sono discordanti. L'attivazione di questo strumento rientra in una politica già collaudata in altri ambiti di attività da parte della Camera che, in quanto integratore di sistemi, si propone come sede per momenti di approfondimento e di discussione su questioni tematiche nevralgiche per il sistema economico. Secondo un impianto già consolidato, i lavori dell'Osservatorio saranno curati dalla presidenza della Camera di Commercio di Milano, nonché da una segreteria scientifica affidata all'Istituto di Ricerca Sociale e da una segreteria "politica" costituita presso la stessa Camera. Più in particolare, tali lavori consisteranno sia in una attività di osservazione, cioè di ricerca e monitoraggio sugli aspetti più qualificanti del rapporto tra credito-finanza e PMI, con particolare riferimento all'area lombarda, ma anche in un'ottica di confronto con altre aree europee analoghe, sia nell'attivazione di un dibattito interno, funzionale a prese di posizioni comuni dei componenti dell'Osservatorio che saranno poi portate all'attenzione delle sedi competenti.
Pubblicato su Impresa & Stato, n.54 settembre-dicembre 2000, p.65





economia-milanese-e-i-Bric.pdf