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di Achille De Tommaso
Amministratore delegato COLT Telecom.
La larga banda e la fibra ottica fanno il loro primo ingresso in Italia con il progetto Socrate ( Sviluppo Ottico Coassiale Rete Accesso Telecom) nei primi anni Novanta. Con questo progetto Telecom Italia prevedeva inizialmente la cablatura, con fibre ottiche e con altri materiali, di tutta la nazione. Il progetto ha avuto un forte rallentamento sia per lo scarso interesse mostrato da molti Comuni, che avrebbero dovuto invece favorire la costruzione delle infrastrutture, sia per le difficoltà tecniche e strutturali intrinseche al progetto. Tuttavia sono stati posati molti chilometri di fibra ottica, in tutta Italia. Parte di questa infrastruttura è ora a disposizione degli operatori, che possono acquistare traffico a banda larga in modalità wholesale da Telecom. Il progetto Socrate ha lasciato tracce anche nella metropoli milanese in proporzione minore rispetto a Roma che invece aveva avuto avanzamenti maggiori. Tuttavia Milano è al momento la città che vanta la più estesa rete in fibra ottica d'Italia, con 300.000 km di fibra posata alla fine del 2003 e 2.700 km di infrastrutture installate. Sono 16 gli operatori che sono convenzionati con il Comune di Milano (quindi in possesso di una licenza Ministeriale di Telecomunicazioni per l'installazione e la fornitura di reti di telecomunicazioni pubbliche) e sono abilitati ad utilizzare il sottosuolo demaniale (scavi, intercapedini, cunicoli) con le loro infrastrutture e relativi cavi. Questi soggetti sono proprietari di una rete in fibra ottica, che però, nella maggior parte dei casi si limita a collegare la propria centrale di commutazione con quella di Telecom Italia, fondamentalmente per l'utilizzo dell'interconnessione con Telecom Italia per fornire servizi voce all'utente finale. Si contano invece sulle dita di una mano gli operatori che, oltre ad avere una propria rete in fibra, forniscono una gamma completa di servizi (voce, Internet, dati a larga e larghissima banda) e arrivano fino in casa dell'utente o negli uffici del mondo business con la fibra ottica. Si parla in questo caso di operatori con un modello Fiber to the Home (FTTH) o Fiber to the Office (FTTO). Anche se è già qualche anno che è stato liberalizzato l'ultimo miglio, permettendo agli operatori di connettere direttamente i propri utenti senza passare da Telecom Italia, questa sproporzione tra numero totale di operatori con licenza per la costruzione di infrastruttura e operatori FTTH/FTTO mette in evidenza come esistano delle barriere naturali all'ingresso, alla costruzione di reti in fibra ottica, rappresentate dagli elevati costi di posa dei cavi all'interno degli edifici e nelle strade, tali da non giustificare, per molti operatori, l'investimento richiesto. Di fatto quindi il doppino in rame di Telecom rappresenta oggi e rappresenterà ancora per molti anni la prevalente soluzione fissa per connettere gli utenti (soprattutto quelli residenziali) a servizi di trasmissione dati definibili "a banda larga", anche se la velocità di trasmissione massima è dell'ordine del megabit; e quindi, come detto, soprattutto utilizzabile per clientela residenziale e per collegamenti ad Internet. Tuttavia le nuove tecnologie, in continuo divenire, potenzieranno comunque la capacità trasmissive della tradizionale linea telefonica, fino a farla diventare un discreto sistema di accesso per connettere MAN (metropolitan area networks) anche a capacità media. Le tecnologie di compressione dei dati, denominate xDSL, arriveranno entro breve a trasmettere fino a 10 Mega al secondo, ovvero 10 milioni di informazioni in un secondo. Per dare un ordine di grandezza ricordo che per vedere un film in qualità Dvd, sono sufficienti 4 MegaBit al secondo.
L'evoluzione del mercato
Il nocciolo della questione non risiede tanto nelle potenzialità del doppino in rame, quanto nel fatto che la maggior parte dei cavi di accesso sono nelle mani dell'ex incumbent, e che questa situazione necessita di stretto controllo da parte dell'Authority, al fine di garantire la concorrenzialità dei vari operatori. Lo sviluppo del mercato libero e le autorità competenti hanno via via aggiustato e limato certe incongruenze della libera concorrenza, ma i rischi di abuso di posizione dominante permangono, dal momento che il dominante è costretto a mettere a disposizione dei propri concorrenti la propria rete per distribuire servizi che esso stesso fornisce. Del resto anche l'accesso disaggregato alla rete (in gergo "unbundling of the local loop") non fornisce garanzie più adeguate di concorrenzialità in mancanza di opportuno controllo. L'unica cosa che questa metodologia fornisce è una maggiore libertà, da parte del nuovo operatore, di distribuire servizi in linea con la propria strategia. In questo caso, infatti, pur essendo il doppino di rame sempre di proprietà dell'operatore dominante, gli apparati terminali sono invece dell'operatore alternativo. L'industria dell'intrattenimento, dell'informazione, i sistemi di comunicazione sempre più sofisticati, il telelavoro, i nuovi servizi sociali messi a disposizione dalle Pubbliche Amministrazioni locali, i servizi di banking passano ormai attraverso l'industria delle telecomunicazioni. E ogni giorno fa capolino sul mercato un nuovo settore merceologico, grazie ad Internet e all'economia digitale. Questa evoluzione richiede un continuo aumento della disponibilità di banda. Tante porte di accesso dunque e, probabilmente, una sola strada per il successo: la banda larga, l'alta velocità di Internet. La rivoluzione promessa che ora si sta compiendo e comincia anche a far guadagnare. Nonostante i tanti fallimenti che hanno reso il settore delle telecomunicazioni una specie di sabbie mobili per gli investitori. Internet vola, i navigatori aumentano e sono sempre più esigenti e competenti. Così gli investimenti nelle tecnologie broadband, quelle che consentono di ottenere dalla Rete una quantità e una qualità di servizi e di prodotti maggiore, sono oggi una delle locomotive dell'industria delle telecomunicazioni. E quando si parla di fibra ottica, comunicazioni in videoconferenza ad altissima definizione, connessione alla Rete anche quando si viaggia, non si fa solo uno scenario da realizzare. Ora è una realtà che sta diventando di massa, in barba alla crisi della new economy e alla successiva cautela nei confronti di tutto ciò che è high-tech.





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