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di Bruno Ermolli

Presidente di PROMOS, Azienda speciale della Camera di Commercio di Milano.

La conferenza "Milano per lo sviluppo: un nodo della rete globale", svoltasi il 21 e 22 febbraio scorsi, è stata un'iniziativa voluta e concepita dalla Camera di Commercio di Milano per riflettere sulle capacità del capoluogo lombardo nell'adattarsi ai nuovi scenari in modo tempestivo, accrescere la propria competitività e collocare il "nodo" Milano all'interno del nuovo spazio globale, ovvero della rete. Si è discusso sul modo in cui una Milano monocentrica potesse trasformarsi in città globale, facendo leva sulla ricchezza e la peculiarità di differenti punti di vista: quello di chi osserva con attenzione la città da studioso, di chi la vive e la agisce da operatore economico, di chi è chiamato a indirizzare e governarne lo sviluppo come rappresentante delle istituzioni per poi essere in grado di situare la città nel contesto internazionale. Durante l'incontro, ho avuto modo di fare alcune considerazioni sul tema felicemente sintetizzato nel titolo di questa sessione: Milano e le reti globali. Con Promos, l'Azienda speciale della Camera di Commercio Milano per le attività internazionali, che presiedo, siamo proiettati nella dimensione globale per mission istituzionale. Il nostro compito è quello di promuovere il sistema delle piccole e medie imprese milanesi, ma anche l'immagine complessiva di Milano, del suo hinterland e della sua provincia, sia come sede di eventi prestigiosi e di rilevanza internazionale, sia soprattutto come "piattaforma attrezzata" per attrarre dall'estero risorse strategiche: finanziarie, produttive, capitale umano, innovazioni. Da questo osservatorio privilegiato sul mondo registriamo, in maniera diretta e in tempo reale, che è cambiato il concetto di competitività sul mercato internazionale. Di conseguenza, sono cambiati i modi per essere competitivi. Milano, città di grande apertura internazionale, è toccata in pieno da questi cambiamenti: per posizione geografica, per specializzazioni produttive, per capacità di innovare, per spirito di imprenditorialità. Per connotare Milano, si dice che è la città della finanza italiana, della moda, del design, dell'editoria, della comunicazione, dei grandi eventi artistici e culturali. Certamente è tutto questo, ma anche molto altro. Milano continua a essere, oggi come in passato, una piazza importante su scala europea e internazionale perché:

- è un grande mercato per intensità di intermediazione di beni e servizi;

- è un centro di servizi avanzati per le imprese: vi si concentrano società di consulenza, studi legali, società finanziarie, di marketing, pubblicità, comunicazione;

- è un'area di eccellenza tecnologico - scientifica: si ritrovano un'alta concentrazione di ricercatori nelle imprese private, un notevole numero di brevetti, un'elevata quota di addetti nei settori high-tech.

Una recente indagine, condotta sulle principali 150 città globali, evidenzia che Milano è uno dei primi dieci nodi a livello mondiale ma non per dimensione dell'area metropolitana, né per ricchezza prodotta, né per flusso di merci e persone che movimenta. Si posiziona nella parte alta della classifica per il grado di partecipazione ai flussi dell'economia globale misurati in base ai servizi tipici dell'età della globalizzazione (centri direzionali, studi legali, attività di consulenza, servizi pubblicitari, media). È un dato lusinghiero per Milano, che indica come la proiezione internazionale di una città (o di un'area geo-economica) non è più data solo dalla dimensione dell'interscambio o dall'intensità dei flussi commerciali. Non si darebbe conto, infatti, della complessità di rapporti e di interconnessioni che collegano i diversi sistemi economici. In questa cornice nuova, disegnata dalla globalizzazione, per supportare la competitività internazionale di un'area bisogna rafforzare la rete dei collegamenti e delle relazioni, ricercando le alleanze e avviando le collaborazioni che valorizzino le eccellenze di ciascun sistema su scala globale. Milano è una città aperta a 360°, nel senso che ha rapporti e interconnessioni con tutto il resto del mondo. La sua posizione geografica è determinante per svolgere il ruolo di snodo di flussi di merci, di servizi, di informazioni. Come Camera di Commercio, crediamo molto nel ruolo di snodo di Milano e nella sua vocazione ad essere "terra di mezzo". Riteniamo, per esempio, che Milano sia snodo naturale, rispetto al Mediterraneo, dei flussi che arrivano dal Sud Est asiatico, diretti verso l'Europa continentale e verso l'Atlantico, e viceversa. La dimensione mediterranea è particolarmente strategica in questo momento storico, in cui l'intera Europa sembra sbilanciata verso Nord Est. È per questo che, rispetto a questa regione, abbiamo promosso, e continueremo a promuovere, tutta una serie di iniziative - nel settore degli affari, dell'alta formazione, delle infrastrutture fieristiche, dell'innovazione, della finanza - perché Milano, attivando le opportune politiche di rete fra istituzioni e imprese delle due aree sia l'agorà, ovvero la piattaforma attrezzata per scambi di beni, di servizi, di idee, di proposte, di innovazione. Come Camera di Commercio crediamo, inoltre, che Milano debba competere insieme all'area forte che la circonda - Torino, Genova - nel contesto europeo e globale. Guardando all'Europa vediamo subito che le aree più sviluppate e competitive hanno una dimensione regionale, e non quella di una singola città. È per questo che abbiamo dato impulso all'alleanza tra Milano, Torino e Genova. In vista del completamento dell'alta velocità tra Milano e Torino bisogna cogliere l'opportunità di realizzare una regione policentrica fortemente competitiva nel contesto europeo e globale. Le condizioni ci sono: l'area è sufficientemente estesa; è omogenea sul piano culturale, sociale ed economico. Le tre città hanno caratteristiche e punti di forza che occorre adeguatamente valorizzare, così che, in una logica di complementarietà, possano divenire i poli più importanti della macro-regione. L'area è importante al pari delle città che la popolano, secondo la strategia del fare sistema che conduce alla regione policentrica e che vede primazie di area e non di campanili. Rispetto a queste direttrici geografiche ci sono delle "aree tematiche" su cui intervenire e rispetto alle quali definire delle linee di policy. Sono le aree tematiche (ovvero le funzioni) in cui Milano eccelle. Intorno a esse Milano deve rafforzare il proprio vantaggio competitivo, consolidando la dimensione internazionale del proprio know how di eccellenza. Penso alle infrastrutture di collegamento (Malpensa e Linate), a quelle fieristiche (il nuovo polo di Rho-Pero), all'alta formazione universitaria, alla ricerca scientifica, ai settori ad alta intensità tecnologica (le biotecnologie e l'ICT), ai servizi ad alto valore aggiunto del terziario avanzato (la finanza, la comunicazione, la consulenza aziendale e strategica). Per fare degli esempi, credo che occorra rendere Milano quanto più possibile accessibile. Diventa allora fondamentale potenziare e promuovere l'hub di Malpensa, con infrastrutture di collegamento efficienti e moderne che riducano costi e tempi di spostamento. Nella logica della regione policentrica avrebbe anche senso realizzare un unico sistema aeroportuale Milano Malpensa - Torino Caselle, Genova, Brescia, Bergamo. Con il nuovo polo fieristico Rho-Pero ci sarà una poderosa spinta per il lancio di Malpensa come hub internazionale. A proposito della nuova infrastruttura fieristica, credo che si debba favorire la sua integrazione con i più prestigiosi sistemi fieristici internazionali in modo che siano stimolati al meglio il matching e lo scambio tra operatori e sistemi economici. Quanto all'alta formazione, occorre rafforzare ulteriormente la dimensione internazionale del sistema universitario milanese e, più in generale, del sistema formazione, perché diventi luogo di formazione delle eccellenze, con azioni volte ad attrarre i cervelli più brillanti dai migliori atenei internazionali (docenti per programmi di ricerca e di didattica congiunti, ma anche studenti post-graduate per una formazione e un aggiornamento permanenti). Come Camera di Commercio promuoviamo questo progetto, con grande convinzione. Stiamo lavorando, in particolare, per favorire l'integrazione dell'offerta formativa d'eccellenza della regione, che sia anche riconoscibile con un proprio brand. Sul fronte dell'innovazione, credo che occorra favorire il raccordo tra i più prestigiosi centri di ricerca per realizzare programmi coordinati di ricerca - di base e applicata al fine di: - stimolare l'innovazione nei settori a più alta intensità di tecnologia (circa il 50% delle aziende e il 75% degli addetti nel campo delle biotecnologie italiane sono in provincia di Milano);

- attirare nell'area ingenti investimenti produttivi;

- attirare, in misura massiccia, le imprese multinazionali (al momento sono più di 2.000 le imprese a controllo estero presenti a Milano con i loro headquarters).

Sempre su questo terreno intendiamo, in particolare, promuovere l'innovazione diffusa in tutta l'area. Il riferimento non è solo all'innovazione tecnologica, legata alle funzioni di ricerca e sviluppo. Il riferimento è a un'accezione più ampia di innovazione, legata all'economia della conoscenza e basata sulla capacità di produrre nuovo sapere, da trasformare in informazioni strategiche da diffondere in tutto il tessuto socio-economico. L'innovazione deve diventare parte del modo di ragionare e comportarsi delle imprese nel loro agire sul mercato, nel relazionarsi con clienti e con i concorrenti, nella loro organizzazione interna. Come Camera di Commercio crediamo sia fondamentale la logica della collaborazione e delle alleanze per intercettare le reti globali e per realizzare la promozione internazionale delle funzioni di eccellenza di Milano. Intendiamo lavorare così per portare Milano nelle reti globali, perché crediamo che la strada maestra da seguire, da parte di tutti soggetti - attori sociali e istituzionali - che hanno il compito di promuovere questa città, sia quella di condividere un obiettivo e di definire insieme comuni linee di azione per la crescita del territorio e per il suo rafforzamento come nodo globale.