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di Monica Mauri

Responsabile del Servizio Promozione dell'Innovazione e del Credito della Camera di Commercio di Milano

La scarsa disponibilità di risorse finanziarie proprie, unita agli alti costi di accesso e attivazione dei servizi di ricerca e trasferimento tecnologico, costituisce ancora oggi una - anche se sicuramente non l'unica e probabilmente nemmeno la più grave - delle cause della difficoltà di innescare processi di innovazione da parte delle piccole e medie imprese. Infatti se una grande (in certi casi anche media) impresa può disporre al proprio interno di molti strumenti per innovarsi, la piccola, e ancora di più la micro, ha spesso bisogno del contributo esterno per riuscire a reperire sul mercato gli elementi necessari, da cui partire come base per poi aggiungere la propria parte. Al tempo stesso - per utilizzare l'approccio di Verganti basato sull'orientamento all'innovazione - se l'intervento pubblico è comunque importante per le imprese "aspiranti innovatrici", esso rappresenta una leva fondamentale per "svegliare" le imprese "inerti", costituisce uno degli strumenti a disposizione per spingerle ad abbondare l'atteggiamento passivo di fronte ai cambiamenti in atto.

È sulla base di queste considerazioni che la Camera di Commercio di Milano ha avviato a giugno di quest'anno la"Iniziativa a supporto delle PMI della provincia di Milano per la promozione dell'innovazione di prodotto/servizio/processo, di gestione e organizzativa", bando per l'erogazione di contributi diretti finalizzati a sostenere la realizzazione di progetti innovativi di sviluppo e crescita aziendale. L'attività di supporto finanziario a favore delle piccole e medie imprese, attraverso la concessione di contributi diretti, ha una lunga tradizione presso la Camera ambrosiana, antecedente, in un certo senso antesignana, anche alla "consacrazione" ricevuta dall'art. 2 della legge 580/93 che pone "la funzione di cura e sviluppo del mercato" al centro della mission istituzionale degli Enti camerali. Grazie a una illuminata visione del concetto di promozione, sono stati realizzati nel corso degli anni diversi bandi di contributo per sostenere le imprese negli interventi strutturali richiesti dalle dinamiche del contesto economico-produttivo, dall'informatizzazione all'utilizzo dell'e-business, dai processi di certificazione aziendale (qualità, ambiente, salute e sicurezza), al rafforzamento della struttura finanziaria (con azioni specifiche per la certificazione di bilancio, il check up finanziario, l'analisi di rating), agli incentivi per l'assunzione di apprendisti e giovani con contratto di formazione; senza dimenticare quella parte specifica di agevolazioni che va sotto il nome di "contributi in abbattimento tassi", nate in epoche di tassi di interesse a due cifre, ma tuttora valide per agevolare l'accesso al credito e far reperire le risorse necessarie al finanziamento di programmi di investimento. Solo per dare un'idea dell'impegno che la Camera di Milano dedica a queste politiche per la competitività, nel periodo 2000-2004 hanno beneficiato di contributi diretti 6.500 aziende per circa 18 milioni di euro. A cui vanno aggiunte, per completezza di informazione, le risorse che a partire dal 2003, l'Ente camerale ha "convogliato" - dando pieno significato alla strategia di costruzione di una vera governance territoriale - in iniziative congiunte con altre istituzioni (Provincia di Milano, Regione Lombardia, Comune di Milano) che hanno permesso di ridistribuire sul territorio circa 9 milioni di euro a favore di programmi di sviluppo aziendale. Quest'anno, però, per la prima volta, con il bando "Chi innova, cresce", si è voluto proporre un'iniziativa di ampio respiro, volutamente improntata a una certa flessibilità e accessibilità -"usabilità" direbbero gli informatici - e tale dunque da risultare a misura dei differenti target di aziende che compongono quel variegato, segmentato, multiforme sistema imprenditoriale della Camera ambrosiana, in cui ognuna delle 400.000 imprese iscritte ha un proprio profilo, proprie esigenze di crescita, un proprio orientamento all'innovazione. In un certo senso - mutuando i termini alla logica di progettazione che sottostà alla costruzione del Palazzo dell'Innovazione - si è cercato di costruire un bando user centered, che pone al centro le imprese - ognuna delle 400.000 imprese - per cercare di offrire loro una soluzione operativa adatta ai loro piani di sviluppo, ai loro percorsi di modernizzazione, ai loro progetti di innovazione, siano questi grandi, medi, piccoli o micro!Innovazione, che a maggior ragione in questo senso, viene intesa non solo nella sua forma tradizionale come semplice traduzione dei risultati della ricerca scientifica in sviluppi tecnologici e quindi nel loro trasferimento verso prodotti, processi o servizi, ma arriva a comprendere anche elementi più intangibili, come le competenze gestionali, le capacità di cambiamento organizzativo, lo sviluppo di tecniche manageriali avanzate e di eccellenza progettuale. È, in ultima analisi, il concetto di innovazione non-technical che, a fianco della technological innovation, viene posta al centro di nuovo modo di concepire la gestione "globale" dell'impresa, che parte dalla tecnologia per estendersi a nuovi modelli di business, a migliori prassi gestionali e organizzative, di marketing, a nuove relazioni con clienti, fornitori e concorrenti, un uso avanzato del design e della creatività. In una parola, l'innovazione imprenditoriale, dove l'imprenditore - posto al centro dell'impresa - è l'homo novo di Schumpeter "che crea l'innovazione e la sviluppa nella sua azienda".

La struttura

Dando attuazione a questi principi, il bando prevede il supporto a tre linee di interventi: 1. innovazione di prodotto/servizio/processo progetti innovativi che comportino la realizzazione di nuovi prodotti e/o servizi dai quali emergano rilevanti novità, sotto il profilo delle prestazioni funzionali, rispetto alla attuale offerta, nonché l'utilizzo di nuove tecnologie realizzate all'interno dell'impresa e correlate alla produzione di nuovi prodotti o allo sviluppo di nuovi servizi; 2. innovazione di gestione e incremento dell'e-business nell'impresa progetti finalizzati allo sviluppo di nuovi modelli di business, metodologie di gestione e di controllo fortemente incentrate sull'utilizzo di tecnologie informatiche o all'incremento dell'e-business nell'impresa; 3. innovazione organizzativa, qualità e ambiente progetti di investimento finalizzati a rafforzare e sostenere la cultura della qualità e a promuovere l'ecoefficienza delle produzioni o dei servizi, in particolare: ? progetti che prevedano l'acquisizione, ovvero l'adeguamento, di impianti, tecnologie e macchinari finalizzati al miglioramento dell'ambiente e/o al risparmio energetico; ? progetti di innovazione o riorganizzazione del processo aziendale con conseguenti risultati nella riduzione degli effetti inquinanti derivanti dai cicli di produzione, o rilevanti riduzioni dei consumi energetici, ovvero una gestione energetica razionale; ? progetti che prevedano la gestione e la certificazione della qualità rilasciata da organismi nazionali accreditati SINCERT o da organismi internazionali accreditati.

Le novità

Tre le novità importanti da segnalare. Da un lato, per la realizzazione di questi interventi, il bando stanzia quattro milioni di euro, riservando un terzo - nella logica, che si diceva sopra, di promuovere l'innovazione anche delle piccole e micro imprese - a ditte individuali, aziende artigiane e società cooperative. Dall'altro, per superare una delle principali criticità mosse ai bandi di supporto per le PMI - ovvero quello di prevedere tempi troppo lunghi di erogazione del contributo, incompatibili con progetti che per essere efficaci devono essere realizzati in pochi mesi - è prevista per le imprese beneficiarie la possibilità di richiedere un anticipo sul contributo, a testimonianza della volontà della Camera di affiancare le imprese che intraprendano percorsi di innovazione, sin dall'inizio del loro cammino. Infine, per la prima volta in un intervento di agevolazioni, è stata attivata la modalità di presentazione della domanda completamente per via telematica, tramite l'utilizzo della Carta Nazionale dei Servizi per l'invio di documenti con firma digitale: un'innovazione in un bando sull'innovazione, nuovo traguardo di un'amministrazione orientata al servizio e alla semplificazione estrema delle procedure, di cui siamo particolarmente fieri anche come ulteriore contributo a quel processo di e-governament che come Camera di Milano abbiamo da tempo avviato. Al momento in cui si consegna questo articolo - non essendo ancora a disposizione i risultati finali - non possiamo dire se le nostre intuizioni sono state corrette e quanto effettivamente il bando "Chi innova, cresce" riuscirà a dare valore aggiunto a molteplici progetti di sviluppo in itinere nelle aziende milanesi. A giudicare dalle domande pervenute - oltre due migliaia a una settimana dalla scadenza - possiamo però affermare, senza timore di smentita, che le nostre imprese hanno accettato la sfida, dimostrando che nel territorio milanese la volontà e la forza di innovarsi per crescere e per restare competitivi sul mercato globale è ancora grande! Le novità Tre le novità importanti da segnalare. Da un lato, per la realizzazione di questi interventi, il bando stanzia quattro milioni di euro, riservando un terzo - nella logica, che si diceva sopra, di promuovere l'innovazione anche delle piccole e micro imprese - a ditte individuali, aziende artigiane e società cooperative. Dall'altro, per superare una delle principali criticità mosse ai bandi di supporto per le PMI - ovvero quello di prevedere tempi troppo lunghi di erogazione del contributo, incompatibili con progetti che per essere efficaci devono essere realizzati in pochi mesi - è prevista per le imprese beneficiarie la possibilità di richiedere un anticipo sul contributo, a testimonianza della volontà della Camera di affiancare le imprese che intraprendano percorsi di innovazione, sin dall'inizio del loro cammino. Infine, per la prima volta in un intervento di agevolazioni, è stata attivata la modalità di presentazione della domanda completamente per via telematica, tramite l'utilizzo della Carta Nazionale dei Servizi per l'invio di documenti con firma digitale: un'innovazione in un bando sull'innovazione, nuovo traguardo di un'amministrazione orientata al servizio e alla semplificazione estrema delle procedure, di cui siamo particolarmente fieri anche come ulteriore contributo a quel processo di e-governament che come Camera di Milano abbiamo da tempo avviato. Al momento in cui si consegna questo articolo - non essendo ancora a disposizione i risultati finali - non possiamo dire se le nostre intuizioni sono state corrette e quanto effettivamente il bando "Chi innova, cresce" riuscirà a dare valore aggiunto a molteplici progetti di sviluppo in itinere nelle aziende milanesi. A giudicare dalle domande pervenute - oltre due migliaia a una settimana dalla scadenza - possiamo però affermare, senza timore di smentita, che le nostre imprese hanno accettato la sfida, dimostrando che nel territorio milanese la volontà e la forza di innovarsi per crescere e per restare competitivi sul mercato globale è ancora grande!