scarica il file (in formato pdf 25 Kb)
di Arturo Dell'Acqua Bellavitis Direttore del Dipartimento Industrial Design, Arti, Comunicazione e Moda, Politecnico di Milano.
La città è il campo della sperimentazione e della verifica delle teorie ecologiche urbane sull'uso del suolo e sulle caratteristiche degli abitanti, l'ambiente è il soggetto in grado di agire per autodeterminarsi, risultato formale dell'organizzazione e dell'interazione umana sia individuale sia collettiva. In questo senso, l'ambiente umano può essere considerato il risultato di un processo vitale, la presa in considerazione della scienza che studia l'ambiente e, cioè, l'ecologia umana. L'ecologia umana, studiando essenzialmente le leggi della competizione per la sopravvivenza della comunità, giunge alla spiegazione di alcuni tipici processi urbani, quali mobilità, migrazioni, distribuzione spaziale dei valori fondiari e formazione di zone degradate. L'influenza dell'uomo, sia dentro sia sui sistemi ecologici, deve essere evidente; gli scopi primari della pianificazione urbanistica sono la volontà e la possibilità dell'uomo di modificare l'ambiente. L'analisi dell'evoluzione del tessuto milanese è proceduta attraverso la lettura delle carte storiche e si è focalizzata su due particolari zone di Milano: la zona Tortona e la zona di via Spartaco / piazzale Libia, allo scopo di leggerne i modelli insediativi.Quest'analisi ha portato a considerare diversi fattori di espansione e di cambiamento quali, ad esempio, lo sviluppo delle radiali e la struttura concentrica delle strade milanesi, oltre che il concetto chiave attorno al quale si sviluppa l'interpretazione della realtà urbana: quello dell'invasione come processo mediante il quale nuove popolazioni o nuove funzioni, come appunto la moda, si sostituiscono ad altre precedentemente insediate in quel luogo. Condizioni che originano le invasioni sono:
- mutamenti nelle vie di trasporto;
- costruzioni di importanti strutture quali edifici, ponti, attrezzature pubbliche o private;
- introduzioni di nuovi tipi di industrie;
- mutamenti della base economica;
- valorizzazione delle proprietà immobiliari. Nel corso di un'invasione si ha un processo di selezione, determinato dalle caratteristiche dell'invasore stesso e dell'area invasa, che genera il fenomeno della frammistione di funzioni con conseguente disorganizzazione. Dalla lettura comparata dei tessuti di Milano, New York, Parigi e Londra, emerge come, paradossalmente, il mancato intervento su ampie aree di tessuto milanese, per una discontinuità della volontà pianificatoria (vedasi Racchetta, Centro Direzionale, Porto Canale), ha reso possibile il permanere di ampie aree urbane disponibili per una loro riqualificazione. Riqualificazione che, vista l'accessibilità delle aree e le qualità intrinseche dei manufatti edilizi, ha visto il massivo intervento del settore moda collocatosi secondo il modello di saturazione delle disponibilità, vuoi in modo puntiforme (Libia / Spartaco) o massivo (Tortona). D'altro canto, l'analisi dell'andamento dei prezzi evidenzia un maggiore incremento delle aree in esame rispetto ad aree ugualmente distanti dal centro storico, data la struttura monocentrica milanese (Fig.1). Risulta anche evidente un'accelerazione del prezzo degli immobili esistenti nelle aree in esame rispetto al comparto urbano nel suo complesso. I quartieri di Milano che sono stati presi in considerazione nello sviluppo della ricerca sono (Fig.2):
- Quadrilatero: grandi firme della moda e grandi sarti che creano per una clientela internazionale ma ridotta, nei loro atelier situati nelle vie più note del mondo, estendono il loro mercato a una più vasta clientela e si internazionalizzano. Nasce il prêt-a-porter; sfruttando la popolarità e il loro nome, i grandi stilisti italiani non disegnano più solo vestiti, ma firmano porcellane, tessuti d'arredamento e oggetti per la casa;
- Ticinese / Navigli: lenta e progressiva metamorfosi della città: quartieri periferici e zone industriali in marcia verso un completo restyling diventano la meta prescelta dai nuovi stilisti, designers e artisti. Milano rivaluta il territorio, estende i propri confini alla moda al di fuori della cerchia dei Navigli; la nascita e il rinnovamento dei negozi e degli spazi espositivi hanno contribuito alla riqualificazione del quartiere dei Navigli e della zona di Porta Ticinese; i negozi di moda e artigianato hanno rivitalizzato queste vie, facendone dei luoghi di ritrovo e di svago per i milanesi, che percorrono la zona alla ricerca di abbigliamento etnico e oggettistica più originali a prezzi più contenuti rispetto alle vie del centro;
- Zona Tortona: la zona compresa tra il Naviglio Grande e via Solari ha conservato memorie storiche di tipo rurale, del tessuto urbano ottocentesco e del successivo periodo industriale con fabbriche e residenze per gli operai. Le fabbriche dismesse si sono trasformate in laboratori, studi, e showroom attraendo nuove attività e caratterizzando ex novo la zona, che vanta ora la presenza simultanea di strutture residenziali, artigianali e attività innovative connesse alla moda, alla comunicazione e all'immagine.
La moda ha modificato il tessuto urbano nella sua globalità attraverso un'intrusione selettiva dell'edificato che ha generato una rivalutazione anche delle zone molto centrali quali, ad esempio, le zone Boccaccio / Cadorna e Mozart / Cappuccini, nelle quali i preesistenti edifici alto borghesi funzionalmente obsoleti si sono rifunzionalizzati in show-room o realtà professionali indirettamente funzionali al sistema moda. La moda è indirettamente un fattore di sviluppo urbano poiché, investendo moltissimo sul settore del retail, crea sempre nuovi e numerosi scenari. La moda è, dunque, un fattore di sviluppo non solo quantitativo ma anche di riqualificazione qualitativa puntuale. In questa situazione, Milano come vetrina della città infinita che si estende da Malpensa a Orio al Serio, ma anche da Torino a Venezia, vede la necessità di insediamento di una finestra sul mondo delle diverse realtà produttive? A giudizio del gruppo di ricerca, categorie come: distretti industriali, realtà produttive periferiche, mondo dell'accessorio (es. Triveneto), mondo del tessile per gli interni, mondo dell'abbigliamento sportivo, nuovi talenti emergenti, brand esteri, realtà economiche estere e realtà formative estere, verosimilmente, richiederanno la possibilità di insediarsi in città, in particolare nella Città della Moda, per gli ovvi vantaggi sinergici, sia a livello funzionale sia comunicativo. Le offerte in termini spaziali dovranno però essere flessibili e concettualmente innovative, proponendo soluzioni di temporary shops, hotelling, shop share, shop in shop o metafore capaci di connotare i diversi spazi in modo fortemente evocativo e suggestivo, per farvi confluire domande di servizi ora inespresse. Il progetto Città della Moda sorgerà in zona Garibaldi nell'area ex-Varesine e punta a riqualificare l'intero quartiere (Fig.3). La Città della Moda sarà composta da spazi residenziali, commerciali ed espositivi, sarà soprattutto un'isola pedonale facilmente accessibile grazie alla creazione di uno spazio urbano aperto dedicato agli eventi e a oltre un chilometro di percorsi pedonali e ciclabili che la collegheranno con i diversi quartieri circostanti.Vi convergeranno le diverse funzioni e attività che rappresentano la creatività milanese e italiana, quali il design, la moda e la comunicazione.





Prontuario_REA_07052012-Estratto-sole-imprese-individuali.pdf
imprenditrici-di-Italia_MI.doc