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di Maura Nobili

Presidente Manpower in Italia.

Donna globale, dea ex machina, Iside, tre momenti di un percorso di riflessione che ci porta indietro nel tempo, fino alla più illustre delle dee egiziane. All'inizio dea del focolare, incarnazione della fedeltà e della devozione. In seguito, come vuole la leggenda, donna che estende il suo potere sull'universo, rubando il nome segreto del dio supremo Ra. Iside come figura e metafora per una declinazione attuale del ruolo della donna all'interno della realtà produttiva ed economica della vita moderna, per una riflessione sulle dinamiche sociali costruite sulla partecipazione della donna al mondo del lavoro. Proprio dall'idea di una donna impegnata nel lavoro, da una mia idea del lavoro, dieci anni fa nasceva in Italia Manpower. All'estero si trattava di una società decisamente consolidata nell'ambito del lavoro temporaneo, in Italia era un progetto tutto da costruire. Un progetto ambizioso e difficile. Si parlava di lavoro, argomento quanto mai controverso e agitato da mille conflittualità, si parlava di flessibilità in una società dominata dal valore del "posto fisso". Si parlava, quindi, di politica e di economia, tradizionali feudi maschili in cui le donne iniziavano a far sentire la propria voce, non sempre - a parte rari casi - debitamente ascoltata. Il lavoro temporaneo rappresentava, allora, una innovazione scomoda e probabilmente per alcuni ancora lo è. Resta il fatto che in dieci anni il lavoro temporaneo equivale al 9,1 % dell'occupazione. Per alcuni è stata la risposta alla disoccupazione. Per altri, la porta d'ingresso al mondo del lavoro. Per altri ancora, la possibilità di scegliere di lavorare coniugando un percorso professionale con esigenze personali nella maniera più efficace. Una realtà dei fatti, quindi, tutt'altro che scomoda. Per le donne, soprattutto, il poter coniugare sfera personale e professionale rappresenta una occasione di realizzazione a tutto tondo. Aldilà dei "miti" celebrati dai giornali femminili delle donne manager che vincono nella performance, la realtà è molto meno patinata. Il pregiudizio si supera facilmente, ma la comprensione è decisamente più difficile da conquistare, soprattutto se la voce delle donne non ha ancora peso specifico. Oggi le donne questo peso ce l'hanno. Se guardiamo i dati Manpower sull'occupazione femminile, sul totale delle persone collocate, il 36,4% sono donne, con un incremento del 19,4% nel 2004 rispetto all'anno precedente. Andando a confrontare queste cifre con i dati nazionali, letti sul piano regionale e locale, ci troviamo, però, di fronte a un panorama non sempre entusiasmante. Il tasso di occupazione femminile, che a livello nazionale è a quota 45,1%, scende al 30,7% se ci concentriamo sul meridione. Non si può inoltre tralasciare che, per quanto in crescita di quasi 7 punti negli ultimi dieci anni, il livello occupazionale delle donne in Italia rimane lontano dall'obiettivo di Lisbona, del 60%.

Le fughe femminili dal mondo del lavoro

C'è, poi, il fenomeno delle uscite, delle "fughe" femminili dal mondo del lavoro, non più imprescindibile conseguenza di matrimonio e maternità, ma reazione a uno scenario complesso e difficile. Chi ha la possibilità di sostenere la competizione resta. Le donne, nel tentativo di coniugare le complessità del mondo professionale con la gestione familiare, sono "costrette" a scegliere. Il fenomeno dell'abbandono del lavoro, come evidenzia l'ultimo dato ISTAT, riguarda soprattutto le donne molto giovani, al di sotto della soglia dei 30 anni. In controtendenza sono le donne con un titolo di studio elevato, alle quali si deve il successo del fenomeno delle "imprese in rosa", circa 1,2 milioni, pari al 23,5% di tutte le imprese attive nel Paese a inizio 2004. Commercio, agricoltura, attività manifatturiere, attività immobiliari e servizi pubblici, sociali e personali sono i settori che vedono la maggiore presenza di imprese al femminile. Dati alla mano, possiamo affermare che l'imprenditorialità "rosa" e il lavoro temporaneo rappresentano due aspetti positivi della realtà occupazionale femminile.

L'importanza della formazione finanziata

Il lavoro temporaneo è, oggi, lo strumento che meglio di altri permette a molte donne di rientrare nel mondo del lavoro e riqualificarsi professionalmente, anche attraverso la formazione finanziata. Manpower ha attivato, nel corso del 2004, circa 6.000 corsi, coinvolgendo 41.000 persone, per un totale di oltre 159.000 ore di formazione. Oltre 15.000 sono state le donne che hanno partecipato ai corsi organizzati. Una prova ulteriore del ruolo centrale che Manpower svolge nel processo di inserimento della donna nel mondo del lavoro. Una spiccata funzione sociale, che Manpower esprime e realizza attraverso la capacità di restituire la donna alla dimensione di Iside: donna che governa ed ordina la vita, donna che lavora riuscendo a integrare la sfera personale con quella professionale.

Manpower oggi

Oggi Manpower è una agenzia per il Lavoro, con un portafoglio integrato di servizi - selezione, lavoro temporaneo, formazione, staff leasing, servizi di consulenza aziendale e di outplacement - in grado di offrire una gamma completa di "soluzioni per il lavoro". È una azienda di 1.465 dipendenti in Italia, di cui 1.157 sono donne, che ricoprono ruoli chiave nella selezione, nel commerciale, nell'amministrazione. Il 15 marzo scorso Manpower Inc. è stata nominata dal NAFE - U.S. National Association for Female Executives - fra le 30 più grandi aziende che hanno in organico donne con importanti cariche direttive. Un riconoscimento basato sulla condivisa capacità di Manpower, a livello internazionale, di valorizzare la professionalità femminile, favorendo il posizionamento delle sue risorse femminili interne in ruoli di leadership.