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di Mauro Bonetto Gandolfi
Vice Direttore CedCamera, Azienda speciale della Camera di Commercio di Milano.
La CCIAA di Milano si è mossa concretamente dal 1994, tra i primissimi soggetti pubblici a livello milanese, ed anche nazionale, sui temi della innovazione ICT e del suo utilizzo da parte delle PMI come fattore di competitività, di produttività, di trasformazione vera e propria del business. È un percorso che ha già visto molti cambiamenti ed evoluzioni. Sono cambiati i contesti e le sensibilità, le conoscenze, le infrastrutture, le primitive economiche, le leggi e sono cambiate di conseguenza, e stanno cambiando ancora, le politiche e le azioni concrete della CCIAA di Milano. Prendendo a prestito, come telaio di riferimento, la ormai classica curva del "Gartner Group" relativa all'introduzione dell'innovazione tecnologica (la cosiddetta Hype Cycle Curve), possiamo posizionarla sull'asse dei tempi facendoci aiutare dall'andamento del mercato borsistico italiano (fig. 1), dove si vede bene la collocazione della famosa "bolla" di Internet. Ne deriva la curva di figura 2, con il periodo di massimo entusiasmo tra gli anni 1998 e 2000, sulla quale sono riportati i principali progetti di innovazione ICT sviluppati dalla Camera di Commercio di Milano, con particolare evidenza (fig. 3) per quelli in corso e previsti per il periodo 2003-2005. L'esperienza maturata in questi anni conferma, come indicano anche in parallelo vari altri dati ed analisi, che l'utilizzo delle tecnologie informatiche da parte delle piccole e piccolissime imprese italiane presenta tuttora molti problemi. Occorre quindi lavorare ancora, e molto, affinché le imprese di questo tipo percepiscano i possibili vantaggi dell'innovazione ICT e si convincano che non si tratta di vago modernismo, ma di concrete opportunità per il loro business, l'efficienza, i ricavi e i costi quotidiani. In particolare bisogna capire bene cosa non funziona nella catena di trasmissione tra imprese ICT e PMI. Inutile nascondersi che nei rapporti tra PMI (specie PI) e imprese ICT ci sono stati e ancora ci sono molti problemi legati alla qualità dei servizi e del supporto: un'area grigia che sta tra la scarsa cultura ICT dei piccoli clienti ed i limiti economici che le imprese ICT incontrano se volessero prenderli per mano come spesso sarebbe necessario fare. Un'area grigia che spesso è causa di fallimenti, delusioni, mancati risultati. Sta di fatto che:
- le PMI devono lavorare per mantenere il loro business e non hanno tempo da distogliere da tale azione se non per opportunità mirate allo scopo;
- le PMI hanno difficoltà intrinseche (numero di persone, età e formazione, vincoli operativi, ecc.) per colmare il loro "digital divide" culturale e quindi hanno anche bisogno di capire in modo concreto quanto si sta loro prospettando;
- molto spesso le PMI "non ci credono" cioè, da una parte, non ritengono che l'ICT sia una soluzione coerente con la dimensione dei loro problemi (è un "lusso") o, dall'altra, sono rimaste scottate da esperienze "miracolistiche" che hanno invece prodotto risultati non adeguati alle aspettative o, peggio, un sovraccarico di problemi gestionali e/o operativi rispetto alle necessità coperte;
- per una quota non piccola delle PMI che "ci credono", l'applicazione dell'ICT è ancora circoscritta a processi meramente informativi e promozionali, cioè non incide profondamente sulle strategie e sull'organizzazione. In alcuni casi - soprattutto per le attività di dimensioni minori e nei settori più tradizionali - esse sono ancora nella fase dell'alfabetizzazione informatica.
Una conferma sintomatica della situazione sopra esposta è il taglio degli investimenti in ICT adottato quale prima soluzione di risparmio nei momenti di difficoltà congiunturale come gli attuali.
Le direttrici dell'azione camerale e i progetti in corso
Le PMI non hanno dunque capito la portata del fenomeno ICT o piuttosto non hanno finora visto - e continuano a non vedere - risposte e servizi tangibili per le loro necessità reali? Che cosa si può fare per aiutarle ad acquisire una cultura digitale adeguata e a non subire, in pratica, una perdita di competitività che rischia di riguardare non solo la singola azienda (emarginata dal mercato) ma anche l'intero sistema locale (che perderebbe quell'integrazione che tradizionalmente lo caratterizza)? Favorire l'accesso di tutte le imprese alle opportunità offerte dalla società digitale, contribuendo a superare il digital divide tra chi è in grado di accedere ai servizi telematici e chi no, è tra le priorità su cui la Camera di Commercio di Milano deve impegnarsi per i prossimi anni. Questa missione comporta un mix di azioni interne ed esterne, interagenti tra loro: da un lato, l'innovazione telematica interna (come sta accadendo con l'avvenuta telematizzazione del Registro delle imprese) agisce come spinta e come esempio; dall'altro, la promozione ed il concreto aiuto verso i progetti di innovazione delle PMI, in sinergia con le associazioni di categoria, forniscono un aiuto concreto per diffondere conoscenza e superare le diffidenze iniziali. Alcune principali direttrici dell'azione nei prossimi anni della CCIAA di Milano possono essere sintetizzate come segue:
- trasformare l'intera organizzazione interna della holding camerale di Milano in senso completamente digitale-telematico, potenzialmente senza più carta, coordinando ed integrando questo processo con quelli delle Pubbliche Amministrazioni nell'ottica di cooperazione del Sistema Pubblico di Connettività (SPC) nazionale;
- far sì che tutti i servizi della holding camerale, sia quelli istituzionali obbligatori, sia quelli a supporto delle imprese e facoltativi, vengano sempre più erogati anche in forme telematiche facilmente e direttamente fruibili dalle imprese in Rete, in modo che ciò, oltre a rappresentare un obiettivo in sé, costituisca anche un esempio verso altre Pubbliche Amministrazioni, nonché uno stimolo riproducibile dalle imprese per altri aspetti e in altri campi;
- mirando soprattutto alle piccole e piccolissime imprese, da un lato diffondere e promuovere verso di esse, in forme elementari ed economiche, d'intesa con le associazioni di categoria, le conoscenze e le esperienze necessarie per una migliore gestione; dall'altro, recepire dalle imprese stesse, sfruttando il potenziale di produttività e democrazia insito nelle moderne forme di interazione telematica, i bisogni, le urgenze, gli interrogativi e le criticità;
- diffondere e promuovere un positivo utilizzo delle tecnologie ICT da parte delle piccole imprese, sia utilizzando come leva l'interazione telematica delle imprese stesse con la Camera e con altri soggetti pubblici, sia fungendo da incubatore per il lancio di nuovi servizi ed iniziative, sia attuando iniziative con associazioni specifiche del mondo ICT.
Anche se, per ragioni di spazio, non è possibile fornire in questo articolo il quadro del programma di attività 2004-2005, possono essere citati, come esemplificazione dei concetti sopra esposti, alcuni progetti in corso e allo studio:
- fornire alle Associazioni di categoria uno strumento software che consenta la cattura/gestione locale e l'inoltro telematico con valore legale delle pratiche relative alle imprese individuali, alle mutue, ecc. estendendo quindi la telematizzazione del Registro Imprese al campo delle piccole e piccolissime imprese, ancora non toccato da questa innovazione burocratica;
- realizzare un servizio di protocollo-gateway tra Pubbliche Amministrazioni sul territorio milanese (d'intesa ed in coerenza con il sistema nazionale SPC), verso il quale ogni amministrazione possa interfacciare il proprio autonomo sistema di protocollazione, ottenendo così la possibilità di rendere flessibile ed integrata la circolazione delle pratiche tra amministrazioni pubbliche diverse e di moltiplicare i possibili punti di accesso e di visibilità per l'utenza;
- un "touch point", cioè un punto di accesso multicanale e multi PA per "Negozi e Mestieri" (quindi commercianti ed artigiani). Opportunamente pubblicizzato e dotato di accesso via Contact Center, portale Internet e videotelefono, questo "touch point" avrebbe l'obiettivo di fornire tutte le risposte ed i servizi necessari a questa categoria di piccole imprese per i rapporti con le pubbliche amministrazioni: Comune, Camera di Commercio, Prefettura, Pubblica sicurezza, enti PAC sul territorio, Vigili del fuoco, ASL, ecc. Tutto quello che può servire in termini di adempimenti, pratiche, finanziamenti, licenze, scadenze, autorizzazioni (con possibilità di adempimenti in via telematica con smartcard per firma digitale), ma anche corsi, riqualificazioni, opportunità, informazioni. Un vero e proprio sportello unificato, aperto anche a servizi o collegamenti di associazioni, banche, società di servizi, ecc., eventualmente affiancato da un canale televisivo;
- erogare servizi di consulenza e informazione in videoconferenza su rete a larga banda, sia verso utenti autonomamente dotati di questo tipo di accesso tecnologico sia verso postazioni appositamente attrezzate collocate presso gli uffici decentrati della Camera di Commercio. La gamma di servizi e consulenze che può essere considerata è ampia: a parte la logica evoluzione video dei servizi di conciliazione on line già realizzati, si presentano adatti anche la consulenza all'export, l'ausilio ai nuovi imprenditori, i brevetti e le informazioni economiche, i rapporti con i professionisti per i registri ed albi, le consulenze per l'ambiente e lo smaltimento rifiuti, l'orientamento verso i canali di finanziamento, i consigli e le informazioni per il turismo, ecc.;
- un canale televisivo per comunicare con l'utenza (imprese, associazioni, professionisti, ecc.), cioè una modalità comprensibile a tutti, senza barriere tecniche e culturali e che quindi, se può avere limiti rispetto ad altre forme (e-learning, manuali software o cartacei, ecc.), può però essere diffusa con ampiezza massima e risultare comprensibile ed utilizzabile da chiunque (video on-demand su larga banda, broadcasting su larga banda, broadcasting televisivo tradizionale o digitale, video streaming da Internet, dischi Dvd, cassette Vhs);
- affiancare ad iniziative già esistenti, come i numerosi "osservatori" e "tavoli di discussione" gestiti dalla holding camerale, nuovi canali diretti di comunicazione, come i "forum" telematici e soluzioni di "weblogs" guidati che consentano, da un lato, a imprese e professionisti di esprimersi direttamente e, dall'altro, agli uffici interni di mettere a disposizione dell'utenza forme di "giornale telematico" di elevata immediatezza;
- estendere la firma digitale agli aspetti di circolazione telematica di fatture, ordini, bolle ed altri documenti amministrativi, sia in termini di pura trasmissione, sia recuperando in chiave nuova le esperienze degli standard EDI;
- promuovere la comprensione dei vantaggi reali della innovazione ICT presso piccole e piccolissime imprese, organizzando brevi incontri itineranti sul territorio per la diffusione di "best practice", con la collaborazione di imprese ICT, di associazioni e di partner nel mondo delle Università
. La Camera di Commercio di Milano è quindi pienamente decisa a diffondere e promuovere un utilizzo positivo ed innovativo delle tecnologie telematiche da parte delle piccole imprese, consapevole che ciò può costituire una chiave di successo essenziale particolarmente nell'area milanese, dove si sommano due asset essenziali: la disponibilità di infrastrutture telematiche di qualità e quantità al massimo livello e un tessuto di imprese ICT di valore europeo e di primario rilievo nel contesto italiano.





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