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di Umberto Paolucci
Senior Chairman Microsoft Europe Middle East Africa e Vice President Microsoft Corporation
Alcuni dati riguardanti l'Italia mettono in evidenza fenomeni peculiari al nostro modello di sviluppo che devono far riflettere. Il nostro Paese ha rallentato la crescita, investe ancora poco in ricerca e sviluppo (circa l'1,2% del PIL contro i 2,7% degli USA e oltre il 3% del Giappone), ha un alto numero di piccole aziende ma con dimensioni medie pari alla metà della media europea, che hanno una spesa informatica per dipendente pari ad appena il 55% della media europea. D'altro canto, l'Italia è uno dei più entusiasti protagonisti della corsa all'interconnessione globale, avendo il 43% della popolazione che ha un accesso a Internet, oltre 6 milioni di utenti della linea veloce ADSL con uno dei più alti tassi di crescita del broadband domestico (37%). Senza parlare della telefonia mobile. Il caso del nostro Paese è naturalmente non isolato ed è tipico della rapida transizione verso modelli di comportamenti socioeconomici propri dell'era digitale, che si affaccia con decisione all'orizzonte dopo almeno quattro anni di apparente letargo dalla fine del cosiddetto "boom Internet". I milioni di fibra ottica e gli investimenti in software regalatici dalla fase "calda", dopo un periodo di disillusione, ci stanno facendo ora rapidamente giungere a uno stadio di reale produttività e di cambiamento permanente. Questa nuova rivoluzione di Internet è diretta dalle nuove applicazioni che si stanno affermando con straordinaria rapidità. La prima è quella dei blog (Web log, "diari di bordo"), semplici siti web personali che si creano con pochi click di mouse e consentono all'autore di esprimere le proprie idee e raccogliere commenti dai lettori. Nati quasi casualmente, si sono moltiplicati fino a divenire decine di milioni nel mondo: si calcola che ogni cinque secondi nasca un nuovo blog. Dalla scoperta della stampa nel 15° secolo è questa forse la prima grande discontinuità nella "industria" della scrittura: oggi ciascuno di noi è potenzialmente autore, editore e distributore dei propri contenuti, a costo zero. Un'altra applicazione destinata a segnare una discontinuità nell'evoluzione informatica è quella della musica on line, nata da quando, qualche anno fa, con l'affermazione dello standard MP3 è stato possibile codificare i brani in maniera molto efficiente in digitale e quindi trasferirli sulla rete. Negli ultimi dodici mesi sono stati scambiati più di 700 milioni di brani digitali in maniera legale, facendo nascere una vera e propria industria. Il settore dei contenuti digitali è destinato a espandersi significativamente, nella misura in cui sarà possibile digitalizzare e rendere disponibili al grande pubblico film, quadri e opere d'arte di varia natura, libri, informazioni turistiche, geografiche, urbanistiche e architettoniche. Questo nuovo impulso all'innovazione tecnologica è guidato dai consumatori, dai giovani, che stanno progressivamente adottando un nuovo stile di vita, il Digital Lifestyle, incentrato sulla comunicazione in ogni luogo e momento della giornata, sull'intrattenimento, apprendimento e accesso all'informazione, tutto in modalità digitale, che agevola grandemente la creazione, riutilizzo e condivisione di filmati, foto, musica, testi, immagini. I giovani di oggi sono cresciuti e trovano assolutamente naturale utilizzare Internet, i personal computer e gli altri dispositivi digitali. È la net generation, che sostituisce con gradualità i baby boomers in ufficio, nei posti d'insegnamento e nelle posizioni di comando delle aziende. Questo avvicendamento crea un impulso positivo dal basso che agevola l'innovazione, non solo nella vita dei consumatori ma anche nell'evoluzione delle aziende. L'innovazione nel mondo del lavoro è l'evoluzione portata dalle competenze conoscitive o relazionali, e può riguardare sia nuove funzionalità nei prodotti, come affidabilità, flessibilità e semplicità d'uso, sia il miglioramento dei processi aziendali, come le relazioni con fornitori, distributori e partner o una migliore capacità di fare marketing o di supportare la clientela e rendere servizi personalizzati e di alta qualità, con migliore soddisfazione dei clienti. All'innovazione contribuiscono una varietà di fattori. Uno di questi è la cultura aziendale, incentrata sull'eccellenza progettuale e creativa a dei rapporti interni e sulla centralità del cliente. L'altro fondamentale aspetto è la padronanza e l'utilizzo efficace delle tecnologie informatiche, mirate all'efficacia degli elementi critici per il business aziendale, come l'automazione dei processi, l'utilizzo di transazioni elettroniche e di applicazioni per la gestione della contabilità e dei processi di produzione e logistica dell'azienda e il supporto dei processi di vendita e marketing. Altro rilevante fattore di crescita e innovazione riguarda il supporto delle persone e in particolare degli information worker, dipendenti e manager il cui valore dipende dalla loro capacità di creare e scambiare informazioni e prendere decisioni, collaborando con altre persone all'interno o all'esterno dell'azienda. In molte aziende questi rappresentano una voce di costo importante. L'esperienza dimostra che in diversi casi, anche di piccole realtà, un investimento in quest'area riesce a produrre risultati apprezzabili. Alcune aziende, infatti, hanno iniziato con piccoli progetti mirati ad aumentare l'efficienza dei dipendenti, ottenendo facilmente un miglioramento di almeno il 10% in produttività generale, guadagnando anche in qualità del lavoro, in soddisfazione generale e motivazione delle persone. Molte volte si è trattato di realizzare semplici soluzioni di archiviazione documentale e condivisione elettronica, comunicazione in rete con clienti e partner e diminuzione quindi del lavoro manuale, delle telefonate, fax, viaggi e circolazione di carta. I risultati sono stati una maggiore precisione nel lavoro e minor dispendio di energie e tempo, che lasciano maggiore spazio alle relazioni interpersonali di valore e all'esplorazione di nuove opportunità. Da una ricerca svolta dalla società Keystone Strategy, coordinata dalla Harvard Business School, su un campione di diverse centinaia di medie imprese in USA, Europa e Sud America, è stata dimostrata una stretta correlazione tra utilizzo dell'informatica (IT), attraverso il calcolo formalizzato delle proprie "capacità IT", a cui è stato assegnato un punteggio, e la crescita negli affari (si veda tabella 1 - scarica il file in formato xls 23 kb). Le aziende con superiore capacità IT hanno raggiunto crescite medie di fatturato di gran lunga superiori a quelle dell'ultimo gruppo. Le aziende italiane, soprattutto quelle medio-piccole, devono muoversi ad affrontare il problema dell'innovazione con serietà di analisi e rapidità di decisioni. Alcuni dei consigli che mi sento di dare, anche sulla base delle esperienze nazionali e internazionali della mia società, sono i seguenti:
- analizzare attentamente la catena del valore, dalla logistica alla produzione, progettazione, marketing, vendite, distribuzione, per capire quali possibili miglioramenti possono essere ottenuti con l'utilizzo delle tecnologie informatiche;
- porsi la questione di quale strategia Internet la propria azienda può adottare, esplorando con attenzione aspetti come l'espansione del mercato e la relazione con clienti e partner;
- valorizzare il proprio capitale intellettuale, valutando strumenti di produttività individuale e di gruppo, per la condivisione di documenti e la comunicazione e fra gruppi e con le aziende del proprio ecosistema. Il mondo IT deve fare un ugual sforzo per adattare le proprie strategie e iniziative alle esigenze attuali del mercato italiano. Ecco alcune delle cose dove è più urgente lavorare, e dove anche Microsoft sta fornendo il proprio contributo:
- comunicare efficacemente il valore delle soluzioni informatiche puntando sul concetto del ritorno sull'investimento (ROI);
- contribuire alla costruzione di una rete di fornitori che producono soluzioni "verticali" in grado di portare il valore del software nei diversi settori di mercato, anche quelli di particolare specializzazione locale;
- garantire le competenze tecniche e di processo attraverso la collaborazione con università e una formazione capillare e approfondita.
I fornitori di tecnologie informatiche devono continuare nel lavoro con le associazioni e le istituzioni governative per creare intorno alle aziende italiane un ambiente favorevole allo sviluppo, incoraggiando le buone pratiche e la diffusione delle competenze legate all'innovazione, favorendo l'accesso al credito e contribuendo allo sviluppo di una cultura dell'innovazione che stimoli l'eccellenza nei processi, prodotti e relazioni, che è il modo migliore per difendere e sviluppare la competitività del nostro tessuto produttivo.





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