La Camera di Commercio di Milano ritiene che il sapere generato dall'impresa e dai suoi protagonisti rappresenti un valore culturale.
Tale valore partecipa alla formazione delle conoscenze, dei comportamenti e dei valori che concorrono a costituire l'identità di Milano e del suo territorio.
Per evidenziare e testimoniare l'attività di imprenditori che hanno significativamente contribuito alla crescita del sistema economico locale ed alla diffusione della cultura d'impresa, la Camera di Commercio di Milano ha istituito, nel 2003, il Premio Piazza Mercanti.
Il Premio Piazza Mercanti è una titolazione indicativa di un luogo fisico e di attività di tipo economico riconducibili all'Istituzione camerale, che si desiderano qualificare con un significativo riconoscimento pubblico all'impegno imprenditoriale, alla crescita del sistema d'impresa e della cultura imprenditoriale.

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Modello in scala 1:100 eseguito da Leone Collia, proprietà: Camera di Commercio di Milano
(il Palazzo della Ragione è rappresentato nelle forme assunte nel 1771-73)
Piazza Mercanti rappresenta, infatti, uno dei vertici di un immaginario triangolo nel cuore di Milano: il primo rappresentato dal Comune e dalla dimensione civica, il secondo dal Duomo e dalla dimensione religiosa; il terzo da Piazza Mercanti e dalla dimensione economica metropolitana.

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Fonte foto a sinistra: Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli (Milano)
Piazza Mercanti
Nell'odierno centro cittadino, a due passi da Piazza del Duomo, si colloca Piazza Mercanti, sito ricco di memorie storiche e pregi artistici: l'età comunale, quella della Signoria e la dominazione spagnola vi hanno lasciato le loro impronte.
E' qui che si svolgeva la vita dell'antico Comune, ed è qui che l'attività economica e commerciale di Milano fiorì per molti secoli.
Antico centro della vita mercantile, vi pulsava la vita milanese: commercio, giustizia, arbitrati.
Era il luogo di ritrovo di commercianti, artigiani e bottegai, cambiavalute, calzolai, linaioli, sarti, mastri sellai, lanaioli e mercanti in genere; qui circolava l'eterna ricchezza di Milano.
La piazza ebbe origine nel 1228, quando i Rettori del Comune deliberarono la costruzione di un nuovo Broletto nel centro cittadino, in sostituzione del vecchio, che sorgeva sull'area dell'attuale Palazzo Reale.
Anticamente la piazza era un quadrilatero chiuso, con sei porte: i cui nomi, come quelli delle vie adiacenti (Armorari, Spadari, Cappellari, Orefici) ricordavano, come oggi, le attività economiche prevalenti in quelle aree.
Broletto deriva da Brolo, termine che nell'alto medioevo indicava un prato alberato dove era possibile - tra l'altro - esercitare la giustizia.
In questo prato fu eretto un palazzo a forma di loggia per arbitraggi e adunanze: Palazzo della Ragione (iniziato nel 1228 e terminato nel 1233), dove i giudici rendevano "ragione" nelle cause civili e penali del tempo.

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Fonti: foto a sinistra: L'Illustrazione Italiana, 19 marzo 1882, p. 199; foto a destra: Vivimilano
L'imponenza delle sue dimensioni ne fanno il più vasto dei palazzi lombardi di età comunale.
Alla base dell'edificio si apre un'ampia area porticata con sette archi per lato, dove si allineavano i banchi dei Notai per le stipulazioni degli affari (ma anche per testamenti, donazioni, contratti) e quelli dei Banchieri (per i prestiti).

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Fonte foto a sinstra: Vivimilano
L'interno del Palazzo della Ragione misura 50 metri di lunghezza per quasi 20 di larghezza ed è diviso in due navate; qui si riuniva il Consiglio generale dei Novecento, l'Assemblea dei cittadini milanesi: 150 rappresentanti dei vari strati sociali, per ognuno dei sei quartieri storici cittadini.
Ma l'edificio fu anche sede del Tribunale, usato fino al Settecento come Pretorio dei giudici civili.
La piazza, gremita dai banchi di mercanti e negozianti, in occasioni straordinarie serviva per le pubbliche adunanze. Al centro della piazza c'era un pozzo pubblico, poi spostato sino al 1879 sull'altro lato, successivamente rimosso per l'apertura della via omonima e restituito al Broletto nel 1921.

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Fonte foto a sinistra: Vivimilano
Il lato orientale della piazza è quello che più ha subito le trasformazioni post-unitarie, essendo stato completamente abbattuto. Nell'angolo di sud est vi è una palazzina in stile neogotico, costruita nel 1872 per ospitare il Museo del Commercio. Qui, anticamente, vi era il portico dove venivano esposte le merci più svariate, ma anche i beni sequestrati a commercianti falliti per la messa all'asta.
Dove ora c'è il pozzo, infatti, in passato era posta la "pietra dei falliti", un masso su cui venivano esposti al pubblico dileggio coloro che facevano bancarotta.
Accanto sorge la Loggia degli Osii, voluta nel 1316 da Matteo Visconti e così chiamata dal nome della famiglia precedentemente proprietaria dell'edificio.
In basso, due acquerelli di vedute della piazza e di un negozio attivo all'interno della Loggia degli Osii nei primi anni del Novecento.

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Fonte: Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli (Milano)
Era dalla Loggia degli Osii che i magistrati annunciavano alla cittadinanza editti e sentenze, affacciandosi a un balconcino noto in dialetto come "parlera", ornato da un'aquila che stringe una preda, simbolo della giustizia.

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Fonte: Vivimilano
Di seguito si può ammirare la facciata delle Scuole Palatine, progettata a metà del Seicento: erano le scuole di studi superiori di Milano per eccellenza, in cui insegnarono luminari e insigni letterati.
Le Scuole Palatine sorsero sul sito del portico di Azzone Visconti, costruito nel 1337 e distrutto da un incendio tre secoli più tardi.

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Fonti: foto a sinistra Camera di Commercio, foto a destra Museo di Milano
E qui rimane uno dei sei passaggi originari, quello di San Michele al Gallo, dal nome della chiesa adiacente, demolita nel Settecento.
Sul lato occidentale della piazza è visibile la Casa dei Panigarola. L'edificio era anche detto "dei Notai", perché questa era l'attività della famiglia omonima, originaria di Gallarate, ma attiva a Milano fin dal Duecento.

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Fonte: Camera di Commercio
I Panigarola redigevano e trascrivevano i documenti ufficiali del Comune prima, del Ducato poi: tanto che il loro "sottoscala" era, all'epoca, il vero e unico archivio della città; luogo, quindi, assai conosciuto e di estrema importanza.
Ultimo edificio di grande rilievo storico e istituzionale è il Palazzo dei Giureconsulti (oggi Palazzo ai Giureconsulti, sede di rappresentanza e centro congressi della Camera di Commercio), progettato nel 1561 dall'architetto Vincenzo Seregni a seguito della bolla papale del 1560 del pontefice Pio IV, milanese, nato Giovanni Angelo Medici di Marignano e zio di San Carlo Borromeo.
I lavori iniziarono nel 1562. Inaugurato nel 1654, il palazzo fu scuola di diritto e magistratura, a cui accedeva il fior fiore della nobiltà milanese per prepararsi agli incarichi di governo (Senatori e Giudici, Regi luogotenenti, Capitani di Giustizia, Provveditori, Presidenti del Duomo e dell'Ospedale Maggiore): requisiti per l'accesso erano la provata nascita milanese e una nobiltà di almeno centoventi anni.

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la veduta rappresenta il palazzo dopo l'apertura della via dei Mercanti
Fonte: Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli (Milano)
In epoca spagnola, il palazzo divenne sede anche del Tribunale di Provvisione - massimo organo dell'amministrazione cittadina -, incaricato di provvedere alle necessità amministrative e commerciali del milanese.
Molti i rifacimenti successivi, soprattutto nei locali interni, che ospitarono la prima Borsa di Milano e, dal 1912, la Camera di Commercio.

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Fonti: Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli (Milano), Camera di Commercio di Milano
Per una ricostruzione dell'atmosfera della piazza in età comunale (XIII-XIV secolo), vai al sito Vivimilano a questo indirizzo.







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