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di Pietro Faralli
Presidente Assicor

Quando nacque e fu istituito, oltre dieci anni or sono, il Giurì del Design orafo rappresentò la volontà di un gruppo d'imprenditori di creare un codice di riferimento, una serie di norme a tutela della creatività e contro l'imitazione, un compendio di regole da rispettare e da far rispettare. Il settore ne sentiva un'urgente necessità: l'attitudine ad imitare aveva così permeato il mondo orafo da essere divenuta, nell'opinione di molti, un male endemico, una negatività da tollerare perché ineliminabile, un cattivo costume che non si poteva combattere né tanto meno prevenire. Solo alcuni grandi marchi conoscevano le modalità di accesso agli strumenti di tutela offerti dalla legge (brevetto per modello ornamentale e brevetto d'invenzione industriale), e potevano affrontare gli impegni - anche economici - necessari ad attivarli. Ben diversa era la situazione per il mare magnum di aziende medio-piccole, molte delle quali a livello artigianale, che caratterizzavano e tuttora caratterizzano il settore, la cui preoccupazione non era tanto la difesa del valore aggiunto del design quanto piuttosto l'attenzione e l'accuratezza nell'esecuzione dei prodotti. E spesso si pensava che proprio la cura nel dettaglio potesse, senz'ombra di dubbio, elevare il proprio prodotto al di sopra delle "brutte copie" eventualmente presenti sul mercato. Purtroppo questo meccanismo, che trova la sua logica nella mentalità del "far bene" del grande artigianato italiano, non è mai stato così automatico: le brutte copie, di costo ridotto, hanno allettato una parte considerevole degli acquirenti, creando difficoltà pesanti ai creatori e ai produttori degli originali. Si continuava così a tollerare, con risentimento ma senza alzare la voce. Il Codice di Autodisciplina, che il Giurì si è dato, ha infranto questo silenzio, ha individuato un intento comune da diffondere, un obiettivo cui indirizzare una politica di sensibilizzazione costante: finalmente, come già da prima era avvenuto nel design dell'arredo e degli oggetti d'uso, anche il progetto orafo godeva di un ufficiale riconoscimento per la tutela e la difesa della creatività. Con queste premesse, il Giurì ottenne il riconoscimento delle principali fiere di settore dove iniziò ad operare per dirimere, con precisione e con garbo da gentlemen agreement, le controversie che poteva insorgere fra espositori in merito al disegno di singoli prodotti o intere collezioni. La trasformazione del Giurì in organismo tecnico di Assicor ha rappresentato una svolta d'importante significato: come Associazione del sistema delle Camere di Commercio per lo sviluppo del comparto, Assicor ha conferito al Giurì, nato da iniziativa privata, una più estesa autorevolezza nei rapporti istituzionali e nello specifico campo applicativo, ottenendo il partecipe riconoscimento delle associazioni di categoria e degli organismi politici addetti al monitoraggio e al supporto del settore, nonché la possibilità di connettersi ad altri sistemi di difesa della creatività già attivi presso le Camere di Commercio italiane. In pratica il Giurì, da "aristocratico" scudo portato con orgoglio, e talvolta anche con fatica, da un pool di imprese che volevano combattere lo sfruttamento non autorizzato delle proprie idee, è diventato parte di una rete pubblica estesa ed è inserito in un più ampio progetto di sostegno delle capacità creative e produttive delle aziende orafe. Il primato che l'Italia detiene nella lavorazione dell'oro e nella qualità del design del gioiello, è un dato indiscusso, ancor più se pensiamo che, anche quando non sono opera di designers italiani, i gioielli più belli del mondo sono realizzati dalle mani abili e sapienti dei nostri artigiani. Su questa ricchezza di tradizione e di talento creativo, si sono innestate innovazioni tecnologiche ed una nuova mentalità market oriented aperta alla comunicazione e alla promozione, laddove prima erano esistiti per decenni solo riserbo e understatement. Sono aumentati gli investimenti in pubblicità e in comunicazione, il trend del mercato ha spinto i produttori a creare nuove collezioni ogni sei mesi, come avviene nella moda; il gioiello è uscito dalle casseforti di famiglia per trasformarsi in un accessorio per il corpo, un ornamento da esibire e da cambiare come l'abito. Appare chiaro che questa "esposizione" del settore ha aumentato il rischio delle copie ed ha reso più pesanti i danni che l'imitatore provoca al titolare dell'idea originaria, vanificando i suoi investimenti di progetto, di pubblicità, d'immagine. Il Giurì di Assicor offre all'imprenditore che si reputa imitato, così come al designer che si ritiene copiato, uno strumento di giudizio autorevole, chiaro, rapido, animato dagli stessi principi di ragionevolezza e giustizia che stanno alla base della legislazione in materia, capace di attivarsi e di giungere a conclusioni senza lunghe attese e senza complessi apparati.

Strumenti, criteri e sanzioni del Giurì del Design orafo

Il Giurì fa esplicito riferimento al Codice di Autodisciplina del Design orafo e al relativo Regolamento d'Attuazione, cioè a quel compendio di norme e regole che i fondatori del Giurì hanno espresso e formalizzato per riconoscere, supportare e difendere l'originalità del prodotto orafo. Nel suo insieme, il Giurì è costituito da una commissione guidata da Stefano Mingaia, Coordinatore Nazionale, e composta da membri scelti fra esperti di design, di diritto brevettuale ed addetti alla conciliazione e all'arbitrato presso le Camere di Commercio. Gli obiettivi del Giurì sono ben precisi:
- difendere il valore della creatività che sta alla base di ogni prodotto orafo;
- riconoscere e contrastare lo sfruttamento non autorizzato del design altrui, specialmente quando questo crea confusione ed ambiguità nel mercato e nel consumatore;
- offrire uno strumento di tutela corretto, rapido ed efficace.
La Commissione del Giurì opera all'interno e durante le principali fiere orafe italiane (VicenzaOro, Macef, OroArezzo, Valenza Gioielli, Il Tarì in Mostra), con il Servizio di Osservatorio di cui possono usufruire tutti gli espositori, avendo riconosciuto ed accettato, nel regolamento di adesione alla manifestazione, la clausola specifica riguardante l'operato del Giurì. Il meccanismo di attivazione è semplice: se un'azienda espositrice vede esibiti, nella vetrina dello stand di un'altra azienda, uno o più prodotti che reputa imitativi dei propri e con questi confondibili, essa può appellarsi al Giurì ed inoltrare un ricorso affinché sia espresso un parere ed applicata un'eventuale sanzione, che consiste nella richiesta di rimozione dalla vetrina e dalla vendita in fiera dei prodotti oggetto del ricorso. In caso di sanzioni reiterate per tre volte nel corso di più edizioni della fiera, il nominativo dell'azienda sanzionata è sottoposto alla Direzione della fiera stessa che può decidere di applicare ulteriori provvedimenti. In qualunque momento dell'anno, e quindi anche al di fuori delle giornate fieristiche, il Giurì opera con strumenti di tutela e prevenzione quali:
- il Deposito Preventivo, che serve ad assegnare una data certificata alla propria opera di design. Chi ha disegnato e/o prodotto uno o più oggetti di design orafo ritenuti nuovi ed originali, e quindi reputa di averne la piena titolarità, può, attraverso il deposito preventivo, attestarne una data certa di riferimento che coincide con quella dell'invio/consegna del deposito stesso alla Segreteria del Giurì;
- l'Istanza di Conciliazione, con la quale chiunque reputi di subire pregiudizio e/o danni dal design di prodotti altrui, che si ritengono realizzati in aperto contrasto con i principi del Codice di Autodisciplina del Design orafo, può formalmente richiedere l'intervento del Giurì, allo scopo di definire pacificamente la controversia e raggiungere con la controparte un accordo per entrambi soddisfacente, senza dover ricorrere alla giustizia ordinaria;
- l'assistenza a Conciliazioni ed Arbitrati presso le Camere di Commercio, che si attua come consulenza che il Giurì del Design orafo fornisce, su richiesta e nell'ambito delle sue competenze di settore, agli Sportelli di Conciliazione e alle Camere Arbitrali istituiti presso le Camere di Commercio delle principali città italiane, in casi di controversie aventi per oggetto il design orafo.

Ricerca ed autorevolezza

La congruità dei pareri espressi da Giurì, sempre più frequentemente citati nelle sentenze della giustizia ordinaria, il garbo delle istruttorie unito al rigore delle decisioni, la presenza costante nelle fiere italiane e le relazioni attivate con quelle estere, sono tutti elementi inseriti in un più ampio ambito di analisi, ricerca e monitoraggio del settore orafo, di cui Assicor svolge un mandato ideale. Ne è prova la recente pubblicazione, la prima del genere, che analizza le caratteristiche strutturali del settore dell'oreficeria, argenteria ed affini attraverso un'acuta analisi di dati effettuata in collaborazione con l'istituto Tagliacarne di Roma. L'autorevolezza di Assicor diventa autorevolezza del Giurì che ne rappresenta lo strumento operativo più direttamente efficace nell'arena della competizione contemporanea.