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di Guidalberto Guidi
Vice Presidente per le Relazioni industriali e gli Affari sociali di Confindustria

Il design, fenomeno tipico e diffuso in Italia, può essere considerato un importante strumento per la competitività del nostro sistema economico? La questione può essere espressa spostando il punto di vista dall'aspetto unanimemente riconosciuto a questa disciplina e cioè il contributo che essa aggiunge alla nostra esperienza quotidiana attraverso la costruzione della qualità formale e funzionale dei prodotti e dell'ambiente; il design infatti riveste nel nostro paese il ruolo di promotore, di catalizzatore di alcuni processi d'innovazione da cui il nostro sistema produttivo trae un importante vantaggio competitivo. Parlare di sistema del design significa perciò riconoscere la presenza diffusa di attività, competenze, azioni, prodotti legati al design all'interno del sistema economico. Questo fatto costituisce un punto essenziale per definire una strategia di miglioramento economico e sociale basata su un concetto di sviluppo avanzato che abbia il suo punto di forza nella capacità di aggiungere valore al sistema dei prodotti, dei servizi, delle imprese. In questo senso importantissima è stata la ricerca sul Sistema Design Italia1 - insignita del Premio Compasso d'Oro 2001 come migliore ricerca di scenario - che ha consentito di realizzare una prima analisi di grande scala sul sistema delle risorse di design italiane: ciò si è tradotto in diversi libri pubblicati2 da Il Sole 24-Ore che rappresentano il primo inquadramento analitico a grande scala del fenomeno. L'uso della risorsa design per la costruzione di una strategia d'innovazione su scala regionale o nazionale rappresenta senza dubbio un'arma importante per immaginare una riconfigurazione e un potenziamento della capacità di offerta delle imprese italiane su mercati globali. Certamente per fare ciò occorre passare da una dimensione di comprensione culturale generale ad una comprensione qualitativa e quantitativa del sistema del design. Questo comporta la creazione di un modello concettuale che ne identifichi le variabili da indagare. Se infatti vogliamo comprendere la dimensione pragmatica, strettamente legata al valore, che un intervento di design può produrre all'interno di una strategia di sviluppo competitivo, una prima riflessione da fare è proprio sul tipo di valore che il design può aggiungere. Sicuramente l'azione del design realizza un valore economico attraverso la definizione di una strategia d'innovazione che sviluppa la capacità competitiva dell'impresa. Il tipo di conoscenza che è necessaria a costruire questo tipo di vantaggio è spesso basata, all'interno dello scenario della competizione economica mondiale, proprio sulla capacità del progetto di design di contribuire alla differenziazione dei prodotti, dei servizi, dei valori [Porter, 1990] che passa attraverso la produzione di conoscenza legata alla specificità di un territorio e di una geografia produttiva [Maffei e Simonelli, 2002; Zurlo et al., 2002]. Ma il design non è solamente un fattore importante nella costruzione di una performance economica, esso costruisce un insieme pervasivo in cui le ricadute del processo innovativo riguardano anche gli aspetti di miglioramento culturale e sociale-politico delle competenze dell'impresa e del suo ambiente operativo. Esistono diverse esperienze di ricerca, realizzate all'estero o in Italia, che hanno tentato di misurare il sistema del design attraverso la quantificazione dei fattori economici e strutturali che lo riguardano.

La ricerca del PACEC

Una delle ricerche più aggiornate in questo senso è il National survey of firms 20013, realizzato dal PACEC (Public and Corporate Economic Consultants) in collaborazione con il Design Council inglese che testimonia come anche per le imprese il valore percepito del design va oltre a quello di una generica capacità di creare belle forme o di migliorare la funzionalità di quelle esistenti, ma riguarda la capacità di essere un fattore economico importante. Un altro esempio interessante di valutazione dell'impatto economico dell'utilizzo del design nella performance economica di un settore produttivo (il settore dell'arredamento): la ricerca nazionale Economia del design dello CSIL4 [CSIL, 2000] si è infatti concentrata sull'importanza degli investimenti in industrial design (IID) per la competitività del settore dell'arredamento. Essa partiva dalla premessa che il successo di questo settore dell'economia italiana è il risultato di un approccio competitivo il cui punto di forza sta nel contenuto qualitativo dei prodotti, risultato di una vivace attività di innovazione progettuale. La ricerca ha d'altro canto segnalato che i limiti strategici e dimensionali di molte imprese del settore non consentono ancora di mettere a frutto le potenzialità connesse all'adozione di una strategia competitiva basata sul design. Questo dato è stato confermato anche dai risultati di una ricerca5 svolta nella primavera del 2002 su un campione di cento imprese lombarde design oriented dall'Agenzia SDI della Facoltà del Design del Politecnico di Milano congiuntamente al centro Studi della Camera di Commercio nell'ambito di un progetto di fattibilità per un osservatorio sul sistema design per il sistema regionale lombardo. I risultati di questa indagine restituiscono una visione del design da parte dell'impresa come leva importante di competitività, come sorgente di nuovi campi di attività, di nuove professionalità, di un'offerta più ampia e qualificata di beni e servizi. E l'ipotesi di costruire un strumento di osservazione del sistema ci pare senza dubbio interessante in chiave strategica. Non stupisce che iniziative come queste nascano in un luogo, Milano, che rappresenta da sempre il vertice di questa cultura non solo a livello nazionale ma anche a livello internazionale. Sempre qui è possibile trovare l'eccellenza formativa, professionale, d'impresa, associativa, necessaria a fornire il giusto supporto istituzionale, culturale ed economico al progetto. La città di Milano può essere infatti considerata come il plesso centrale di un articolato distretto dei servizi legati al design su cui si incerniera un sistema produttivo e di servizi regionale di primario livello in Europa. Da qui potrebbe partire un'ipotesi concreta di misurazione del sistema. Per il sistema produttivo e istituzionale non solo lombardo ma anche e soprattutto nazionale potrebbe rappresentare un'opportunità significativa nella prospettiva della realizzazione di azioni che vanno dalla promozione culturale, all'effettivo uso delle risorse di design come fattore che crea valore aggiunto all'interno del sistema produttivo. In conclusione è possibile affermare che il design è un fattore determinante che entra nel processo progettuale dell'impresa e che influenza in maniera sensibile i processi, l'organizzazione e la strutturazione produttiva dell'impresa.

Note

1. Ricerca co-finanziata dal Ministero dell'Università e della Ricerca (1998-2000), a cui hanno partecipato 17 sedi universitarie italiane.
2. Si vedano [Maffei e Simonelli, 2002], [Zurlo et al., 2002] e [Bertola et al., 2002].
3. Per una sintesi di questo rapporto si veda (http://www.design-council.org.uk/design/content/research). 4. Commissionato dal CLAC col patrocinio di Cosmit e Federlegno Arredo.
5. Questa ricerca, in corso di pubblicazione, è basata su un campione selezionato di PMI lombarde dei settori principali del Made in Italy.

Bibliografia

Becattini G., Distretti industriali e Made in Italy. Le basi socioculturali del nostro sviluppo economico, Bollati Boringhieri, Torino, 1998.
Bertola P., Sangiorgi D., Simonelli, G. (a cura di), Milano distretto del design, Il Sole 24-Ore, Milano, 2002.
CSIL (Politi M., a cura di), Economia del design, rapporto di ricerca, 2000.
Design Council, Design in Britain 2001/2002. Facts and figures on design in Britain, 2002.
Fortis M., Crescita economica e specializzazioni produttive. Sistemi locali e imprese del Made in Italy, Vita e Pensiero, Milano, 1996.
Fortis M., Il Made in Italy, Il Mulino, Bologna, 1998.
Maffei S., Simonelli G. (a cura di), I territori del design. Made in Italy e sistemi produttivi locali, Il Sole 24-Ore, Milano, 2002.
Porter M., The competitive advantage of the nations, Macmillan, Londra, 1990.
Quadro Curzio A., Fortis M., Il made in Italy oltre il 2000. Innovazione e comunità locali, Il Mulino, Bologna, 2000.
Zurlo F., Cagliano R., Simonelli G., Verganti R., Innovare con il design. Il caso del settore dell'illuminazione in Italia, Il Sole 24-Ore, Milano, 2002.