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di Bruno Ermolli

Presidente Promos, Azienda speciale della Camera di Commercio di Milano.

L'ingresso ufficiale di Genova nell'alleanza policentrica ha segnato una nuova fase nel processo di consolidamento della macroregione. L'allargamento della partnership ha permesso di offrire valore aggiunto a un'area che, dalla Conferenza aperta di Cernobbio del 15 ottobre 2004, ha visto le Camere di Commercio di Milano e Torino impegnarsi per realizzare un'area policentrica collegata da una rete di infrastrutture non solo fisiche, ma anche telematiche e virtuali, in grado di rispondere in maniera adeguata alle esigenze del territorio. Per trasformare le dichiarazioni di intenti in azioni concrete, in questi mesi le Camere di Commercio della macroregione hanno elaborato progetti e iniziative in numerosi settori, dalla formazione alla sanità, dall'innovazione alle infrastrutture, a sostegno della crescita del tessuto socioeconomico del Nord Ovest. Il ruolo di Genova in questo processo di sviluppo è strategico per l'alleanza, non soltanto in qualità di porto della macroregione, ma più propriamente come fil rouge del Mediterraneo. L'attuale contesto geopolitico può confermarlo. L'allargamento dell'UE ai Paesi dell'Est sta portando alla creazione di un'Europa baltica, nordica e orientale, rendendo quindi sempre più necessario il bilanciamento del baricentro politico-economico da parte del nostro Paese. Osservando la rete infrastrutturale transeuropea e le rotte marittime che collegano l'Europa ai Paesi del Mediterraneo, si nota che l'area policentrica si trova all'intersezione di reti autostradali e ferroviarie che uniranno, lungo le direttrici Nord Sud e Ovest Est, tutto il territorio europeo. Il Corridoio V, che collegherà Lisbona a Kiev, rappresenta la naturale prosecuzione fino agli Urali di un corridoio plurimodale Ovest Est che da Barcellona alla Valle Padana attraversa il Sud Europa. A questa direttrice Ovest Est se ne aggiungono altre due, in direzione Nord Sud, di grande rilevanza: il Corridoio I, che collegherà Berlino a Palermo e il Corridoio dei due mari, che unirà Genova a Rotterdam. Si tratta di un Corridoio funzionale allo sviluppo dei traffici marittimi provenienti dai Paesi del Nord Africa e rappresenta una grande potenzialità in termini economici, assicurando alla macroregione un ruolo di primo piano nella gestione degli scambi commerciali e del traffico merci proveniente dal resto d'Europa. Per allargare i confini macroregionali verso Sud è necessario considerare anche il progetto delle "autostrade del mare", una rete infrastrutturale marittima che avvicinerà le coste meridionali del continente europeo al Mediterraneo, rappresentando una valida alternativa al trasporto terrestre. Nella progettazione e gestione dei trasporti è determinante considerare gli aspetti legati alla logistica. La logistica rappresenta per le aziende una componente di costo che varia dal 5% a oltre il 30% del valore dei prodotti, a seconda dei settori merceologici. Inoltre, costituisce un elemento importante per la competitività del Sistema Paese. Un giorno di transito in più attraverso le Alpi non è solo un extra costo di 300-500 euro sul trasporto, ma può voler dire essere tagliati fuori dagli acquisti di certe aziende che applicano il rifornimento diretto alle linee di produzione oppure mantenere scorte in un magazzino estero, immobilizzandovi milioni di euro sottratti ad altri investimenti o, ancora, non insediare una fabbrica in Italia perché i tempi di collegamento con gli altri Paesi sono incerti. È necessaria, pertanto, una visione unitaria dei bisogni di logistica in tutte le sue componenti, sia fisiche (porti, aeroporti, ferrovie, strade, centri intermodali, piattaforme logistiche, ecc.) sia immateriali (normativa, risorse umane, aziende, capitali, informazioni). Questo approccio deve inevitabilmente considerare lo sviluppo di nuovi poli della macroregione situati in zone strategiche. Ad esempio, Novara ha una collocazione geografica tale da suggerire una prospettiva di organizzazione territoriale posizionata sull'intersezione tra una dorsale europea di sviluppo Nord Sud e una Est Ovest. Mediterraneo e macroregione: nuove prospettive di integrazione La realizzazione di questa rete di infrastrutture e logistica offrirà un'opportunità straordinaria, favorendo la cooperazione economica e gli scambi internazionali. Basti pensare ai dati 2004 sull'esportazione verso alcuni Paesi del Mediterraneo come il Marocco, dove il tasso di incidenza delle esportazioni della macroregione in rapporto alle esportazioni nazionali è pari al 23% (Milano 15%, Torino 7%, Genova 1%). In Libia, il valore della macroregione è pari al 28% (Milano 23%, Torino 4%, Genova 1%). Il contributo forte che la Camera di Commercio di Milano, attraverso l'Azienda speciale Promos, può offrire alla macroregione è quello di riuscire a cogliere appieno le opportunità legate a quest'area. Negli ultimi anni, Milano ha supportato politiche di integrazione tra istituzioni e mondo produttivo dell'area mediterranea, come dimostra la presenza, nella sola provincia di Milano, del 42% degli headquarters di imprese a partecipazione estera in Italia. Oltre ai vantaggi evidenziati dalla proiezione della macroregione verso il Mediterraneo, è opportuno soffermarsi su alcuni progetti prioritari avviati in questi mesi dall'alleanza policentrica e che ora potranno contare sul prezioso contributo di Genova. Ipotesi per un sistema aeroportuale integrato Alle potenzialità offerte dalla rete di infrastrutture sopramenzionata si aggiungono i vantaggi che lo sviluppo di un sistema aeroportuale integrato potrà garantire al tessuto della macroregione. Potenziare la struttura aeroportuale significa ampliare le opportunità in termini di: accesso diretto alle attività locali; incremento della tendenza insediativa delle attività produttive, soprattutto di quelle ad alto valore, che possono prevedere il ricorso al trasporto aereo di merci o di persone; rafforzamento delle strutture turistiche di nicchia, in particolare nel settore del meeting, del turismo d'affari e di settore. L'intensificarsi di collaborazioni e la realizzazione di nuovi accordi tra l'aeroporto di Milano Malpensa e Torino Caselle, estesi agli aeroporti di Genova, Brescia, in direzione di Trieste, potrebbero fornire la giusta accelerazione nella costruzione di un "hub italiano per il Sud Europa". Prospettive di integrazione per il settore fieristico Tra le aree di collaborazione della macroregione non va dimenticato il Sistema fieristico. Bisogna considerare che ogni anno in Italia vengono organizzate oltre 150 fiere specializzate con qualifica internazionale, il che significa che vengono attivati 150 mercati settoriali che richiamano l'attenzione di espositori e visitatori di tutto il mondo. Anche in questo settore il dinamismo della macroregione è evidente: Milano ha da poco inaugurato il Polo fieristico di Rho Pero, potenziale volano per il Paese. Anche Genova vanta alcune eccellenze, come il Salone della nautica (ogni due anni attira 300.000 visitatori) ed Euroflora (ogni cinque anni 600.000 persone), eventi che devono essere sostenuti perché promuovono efficacemente il Sistema Fiere Italia nel mondo. Così come è internazionalmente noto il Lingotto di Torino che, per la sua stessa storia, lega indissolubilmente produzione, sviluppo e filiera espositiva. Negli ultimi mesi le Camere di Commercio della macroregione si sono concentrate su un'azione di monitoraggio delle potenziali aree di collaborazione tra le Fiere presenti sul territorio. Strettamente connesso al settore fieristico è il settore congressuale, il cui sviluppo è collegato anche al turismo e all'area fiere-saloni. Secondo alcuni dati emersi da una recente ricerca europea, il 24% del budget di marketing è speso in eventi e si valuta che il 33% delle aziende aumenterà i propri investimenti in attività di promozione. Da una valutazione delle esigenze della macroregione emerge la necessità di sviluppare questo settore attraverso nuovi e moderni centri congressuali: luoghi di scambi internazionali, eventi culturali, convention politiche e congressi istituzionali. La Camera di Commercio di Milano si è già attivata per la realizzazione di un nuovo centro congressi in grado di favorire i contatti tra le aziende italiane ed estere. Si potrà aprire anche su questo settore un dialogo con Genova, Torino e tutte le altre realtà policentriche per condividere nuove politiche di promozione dei centri congressuali. Il ruolo della formazione Integrazione vuol dire, anche e soprattutto, puntare sull'investimento di risorse umane qualificate. E in questa direzione le Camere di Commercio della macroregione si sono già mosse. Basti pensare all'ASP (Alta Scuola Politecnica), nata dall'alleanza tra i Politecnici di Milano e Torino e inaugurata a Milano l'8 febbraio scorso. La Scuola, che ha come obiettivo la formazione di giovani talenti provenienti da tutto il mondo, costituisce un prezioso modello di integrazione sorto all'interno della realtà macroregionale e sarà l'occasione per approfondire numerose tematiche di primario interesse per gli Enti camerali. In questi mesi la Camera di Commercio di Milano si è impegnata per avviare alcune linee progettuali con i gruppi di studio dell'ASP su temi di particolare interesse non soltanto per la realtà milanese, ma per l'intero Nord Ovest: uno studio sulla realizzazione di un centro congressi a Milano, un progetto integrato sulle reti complesse intermodali dell'area e una ricerca sulla creazione di un sistema museale e culturale integrato. L'impegno delle Camere di Commercio È proprio da questo spirito di coesione e integrazione che è necessario partire. Seguendo la logica policentrica, ogni Camera di Commercio dovrà offrire il proprio contributo per affiancare le istituzioni locali e il mondo produttivo, stimolando la creazione di reti di eccellenza e garantendo un'apertura internazionale alla macroregione.