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Il Teatro alla Scala di Milano, spesso semplicemente indicato come La Scala, è uno dei teatri più famosi al mondo.
Noto come il tempio mondiale della lirica, è situato in una delle piazze più frequentate ed eleganti della città, l'omonima Piazza della Scala, da cui prende il nome.
Il nome della piazza, a sua volta, si rifà a quello della chiesa di S. Maria alla Scala, eretta nel 1381 e così chiamata in onore della committente, Regina della Scala, moglie di Bernabò Visconti.
La stagione scaligera, uno dei più importanti eventi della vita mondana milanese, è composta da opera lirica, balletto e concerti di musica classica.

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Una "breve" storia

Piazza della Scala, incisione del XIX secolo (Fonte: skyscraperscity.com)Il teatro fu fondato per decisione dell'imperatrice d'Austria Maria Teresa d'Asburgo, dopo l'incendio che nel febbraio del 1776 distrusse il Teatro Regio Ducale di Milano, che sino ad allora ospitava l'opera lirica. In cambio del rinnovo della proprietà, le spese per l'edificazione del nuovo teatro furono sostenute dalle famiglie proprietarie dei palchi del Teatro Regio Ducale. Il progetto del nuovo teatro fu affidato all'architetto Giuseppe Piermarini (1734-1808).
Il Nuovo Regio Ducal Teatro di Milano fu inaugurato il 3 agosto 1778 alla presenza dell'arciduca Ferdinando d'Asburgo. La prima rappresentazione fu quella dell'opera Europa riconosciuta di Antonio Salieri.

Nel corso del secondo conflitto mondiale, nella notte tra il 15 e il 16 agosto del 1943, la Scala fu oggetto di pesanti bombardamenti. Il teatro scaligero subìLa Scala dopo gli attacchi aerei dell'agosto 1943 gravi danni al soffitto e alle pareti, danneggiate dalla caduta del tetto.

Al termine della guerra, su impulso dell'allora Sindaco di Milano Antonio Greppi, l'edificio fu rapidamente ricostruito come prima del conflitto e riaperto l'11 maggio 1946, con un memorabile concerto diretto dal maestro Arturo Toscanini (1867-1957).

Nel dopoguerra, la Scala visse una stagione magica. La gestione del Sovrintendente Antonio Ghiringhelli fu contrassegnata, tra l'altro, dalle dispute tra i fan della Callas e della Tebaldi: chi si recava a quei tempi in Galleria, trovava capannelli di milanesi che Teatro alla Scala, il loggionediscutevano animatamente di lirica.
La gestione di Paolo Grassi, negli Anni Settanta del secolo scorso, ha segnato il periodo di maggior produttività del Teatro, che metteva in scena quasi trecento rappresentazioni all'anno.

Oggi la Scala è tornata a produrre circa 284 alzate di sipario l'anno.
Alla Scala hanno cantato i maggiori artisti lirici: tra i più noti, Maria Callas, Renata Tebaldi, Carlo Bergonzi, Mario Del Monaco, Giuseppe Di Stefano, Tito Gobbi, Renato Bruson, Luciano Pavarotti, Plácido Domingo, Katia Ricciarelli, Montserrat Caballé, José Carreras.
Sul podio si sono avvicendati i maggiori direttori d'orchestra del secolo scorso e dell'attuale: tra gli altri, Arturo Toscanini, Herbert von Karajan, Zubin Mehta, Claudio Abbado, Riccardo Muti, Daniel Barenboim. Palco Reale, la Prima del Tristano e Isotta di R. Wagner (7/12/07), il Presidente Giorgio Napolitano e l'Emiro del Qatar Hamad Bin Khalifa Al Thani

 

Architettura

Dal punto di vista architettonico, la Scala si ispira al Teatro della Reggia di Caserta di Luigi Vanvitelli, ma divenne immediatamente il modello di riferimento per il teatro all'Italiana cui si ispirarono molti altri prestigiosi teatri, tra cui La Fenice di Venezia e il Teatro San Carlo di Napoli.
Non troppo appariscente dall'esterno (la facciata era progettata per affacciarsi su una via e non su una piazza), il suo interno in origine era molto diverso da come lo possiamo ammirare ora: è stato infatti oggetto di diversi interventi, tra cui quelli dell'architetto ticinese Luigi Canonica (1764-1844) e dello scenografo ed architetto Alessandro Sanquirico (1777-1849).

Angelo Inganni, Teatro alla Scala (1852)
      Palco scaligero: interno

Attualmente l'aspetto è di stile neoclassico, con il parapetto di gallerie e i palchi in color avorio e decorazioni in oro.
Le colonne che separano un palco dall'altro sono arretrate, sì da migliorare la visione. Inizialmente, i singoli palchi erano decorati secondo il gusto dei proprietari (tappezzerie colorate, mobili, specchi e sedie di loro scelta).
Ora le pareti sono uniformate in damasco rosso, ad eccezione di un palco (superstite al bombardamento del 1943), mantenuto con arredo e decoro originari.

Soffitto di palco del Teatro alla Scala

Fino a pochi anni fa, il pavimento di platea, palchi, scale e corridoi era rivestito di moquette, successivamente rimossa in quanto pericolosa a causa del rischio di incendi.
Dopo la ristrutturazione, la platea è stata pavimentata con parquet in legno disposto in strati speciali, al fine di migliorare l'acustica.

La posa del nuovo parquet si è rivelata fase particolarmente complessa e delicata: ed il maestro Riccardo Muti in persona - all'epoca Direttore musicale scaligero -, conscio dell'importanza di tale passaggio per la migliore resa delle esecuzioni di opere liriche e concerti, assistette all'esecuzione dei lavori, sino a giudicare eccezionale la resa finale dell'opera.
Nei palchi è stata posata della terracotta.

L'effetto complessivo, prima della ristrutturazione e del restauro conservativo del 2002-2004, era di un ambiente più lussuoso: ora, oltre all'estetica, anche l'acustica risulta alquanto migliorata.

La pianta della platea è a forma di ferro di cavallo; quattro sono gli ordini dei palchi (centocinquantasei in totale), due le gallerie.

All'opposto del palcoscenico si trova il Palco Reale, un tempo riservato ai componenti della famiglia Asburgo, agli Arciduchi di Milano e poi ai Savoia e loro ospiti, oggi riservato alle Autorità.

Teatro alla Scala, platea      Emiciclo del Teatro: visione a restauri quasi ultimati (Fonte: Del Puppo)

Il Palco Reale occupa, in altezza, l'equivalente di due ordini di palchi ed ha ospitato, anche negli ultimi anni, i Presidenti della Repubblica C.A. Ciampi e G. Napolitano, capi di Stato e primi ministri, emiri arabi, re e regine.  

Il sipario è in velluto rosso, con apertura all'imperiale, con una complessa decorazione in oro in stile neoclassico. Nella parte superiore del sipario è posto l'emblema del Comune di Milano, sovrastato da un orologio luminoso.

Palco Reale: esternoTra il 2002 e il 2004 la Scala è stata oggetto di una radicale ristrutturazione, che ha portato alla realizzazione di un'imponente torre scenica e di una struttura a pianta ovale su progetto dell'architetto Mario Botta (nato a Mendrisio - 1943 - , nel Canton Ticino, come il Canonica: evidentemente la Scala è affezionata agli architetti elvetici).
I lavori, iniziati nel gennaio 2000, sono stati conclusi, a tempo di record, nel Palco Reale: interno (Fonte: undo.net)dicembre 2004.
Il teatro rinnovato è stato ufficialmente restituito al pubblico il 7 dicembre 2004 con la rappresentazione dell'opera Europa riconosciuta, di Antonio Salieri, la stessa che fu commissionata per la prima inaugurazione del Teatro.
La capienza del Teatro alla Scala, dopo la recente ristrutturazione, è stata portata a 2030 posti.
In realtà, i posti disponibili sono molto più numerosi: il teatro dispone di 2242 posti, ripartiti tra le due gallerie (520), la platea (678) e i palchi (764), ai quali devono essere sommati 260 posti supplementari (cd. strapuntini) e i 20 posti del Palco Reale.

Qualche curiosità

Interno del Teatro in un dipinto del XIX sec. (Fonte: parados.it)Nell'Ottocento i nobili entravano a teatro inorno alle sei del pomeriggio (anche se lo spettacolo iniziava a mezzanotte) e, dato che dietro ai palchi si trovavano delle piccole cucine, la servitù vi preparava la cena. Le carrozze sostavano sotto il porticato, per non far sporcare o bagnare le calzature delle dame.
La platea era usata come sala da ballo e il pavimento di questa si sollevava, per avere più spazio.
Prima che iniziasse lo spettacolo i nobili salivano nei palchetti e la servitù, con i militari, prendeva sedie e panche dal guardaroba e le sistemava nello spazio centrale della platea.
Se lo spettacolo prevedeva una battaglia navale, essa veniva interamente riempita d'acqua. In altre occasioni, il teatro ospitò anche tornei cavallereschi o equestri, come quello organizzato nel 1864 e pomposamente intitolato Gran Torneo Italia e Savoia.
Per i nobili, il teatro era considerato una sorta di "seconda casa", perciò ognuno arredava il suo palchetto come voleva e vi passava il tempo con gli amici. Prima del 1900, musicisti e direttore d' orchestra non avevano un posto loro assegnato, ma suonavano davanti al pubblico, il quale non riusciva a vedere al meglio lo spettacolo. Durante le feste mondane, suonavano sul palcoscenico.
Solo nel 1800 l'elettricità è entrata nel teatro. Prima di allora erano abitualmente utilizzate candele, sistemate in una lampada centrale che era situata nella ribalta. La luce rifletteva su scudi di metallo, che la moltiplicavano. Il rischio di incendi era dunque elevato.
Successivamente si usarono lampade a olio, accese all'ingresso in sala degli spettatori. Era dunque considerato più importante il teatro che si illuminava nel minor tempo! Il magnifico, enorme lampadario che oggi si ammira (dotato di 365 lampade), fu realizzato nel 1860 in cristallo soffiato da artigiani di Venezia, su disegno dello scenografo Alessandro Sanquirico.
Per dare un'idea delle sue dimensioni, nella coppa con cui è applicato al soffitto, scende all'interno del lampadario un tecnico a manovrare l'occhio di bue, ovvero il faro seguipersone.

Macchina scenica dietro il palcoscenico, capace di un milione di movimenti con più cambi di scena contemporanei      Plastico in sezione di Teatro, sala e torre scenica

Per una visita virtuale, di particolare effetto, degli ambienti interni e della torre scenica del Teatro alla Scala, clicca qui.

L'Accademia del Teatro alla Scala

Dal 1991, il Teatro alla Scala si occupa anche di formazione per i professionisti dello spettacolo, grazie alla Direzione Scuole Formazione che, dal 2001, è divenuta Fondazione Accademia d'arti e mestieri dello spettacolo del Teatro alla Scala (in breve: Accademia Teatro alla Scala).
L'Accademia, oggi presieduta dal Segretario Generale della Camera di Commercio di Milano Pier Andrea Chevallard e diretta da Luisa Vinci, eroga corsi di formazione professionale attraverso quattro dipartimenti: Musica, Danza, Palcoscenico-Laboratori, Management.
Il percorso di studi culmina ogni anno nel Progetto Accademia, opera inserita nel cartellone scaligero.

Via Verdi, vista laterale del Teatro (Fonte: Pino Musi)