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di Roberto Formigoni
Presidente Regione Lombardia
Innovare per crescere, crescere per essere competitivi. La sfida sull'innovazione è, ormai, riconosciuta come la dinamica cruciale da innescare per far ripartire la crescita a tutti i livelli. L'innovazione è anche il fattore culturale su cui ha scelto di puntare il Governo regionale: siamo consapevoli - e con noi i più autorevoli testimoni della comunità civile - che la Lombardia può guidare la ripresa dando un nuovo e durevole significato allo sviluppo. Negli ultimi dieci anni abbiamo costruito basi solide di un modello che sa declinare le opportunità di crescita, mettendo al centro la persona e la libertà e restituendo fiducia a un sistema di piccole e medie imprese che sta rapidamente evolvendosi. La Lombardia ha preso sul serio la scelta strategica fatta dall'Unione Europea con il Consiglio di Lisbona e vuole dare il proprio contributo per posizionare il nostro continente tra le più avanzate economie basate sulla conoscenza. Tra le intuizioni più positive di Lisbona troviamo la centralità del fattore umano e l'investimento sui talenti. Regione Lombardia ha scelto di impostare tutta la propria politica economica sul sostegno alla ricerca e al trasferimento tecnologico, dando vita a un vero e proprio sistema regionale di innovazione dove trovano spazio i soggetti pubblici e privati del sistema produttivo e sociale, le loro rappresentanze, il sistema universitario e della ricerca, il mondo finanziario e creditizio. La Lombardia, con 12 università e un gran numero di piccole imprese, ha molti centri da cui provengono progetti, flussi di informazioni e soluzioni innovative ma è anche riuscita a stabilire un coordinamento, sviluppando strategie condivise. Se innovare significa puntare sulla formazione e su un rapporto più stretto tra università e impresa allora possiamo valutare come un segnale positivo il progetto di Palazzo dell'Innovazione lanciato dalla Camera di Commercio di Milano. Mi piace ricordare che proprio il Comitato strategico per la competitività, costituito dalla Regione Lombardia, si è impegnato a sostenere la candidatura di Milano e della Lombardia come sede della prossima Agenzia nazionale per la diffusione delle tecnologie per l'innovazione. Il progetto, previsto dalla Finanziaria 2006, è l'occasione per affermare il primato della Lombardia in questo campo e potrebbe avere proprio nel Palazzo dell'Innovazione un punto di riferimento importante per dare spazio alle idee e soprattutto alle persone che promuovono queste idee. Vogliamo offrire agli imprenditori che sono disposti a investire su questi progetti l'opportunità di innescare la creatività e la competitività. Un esempio del dialogo promosso tra sistema universitario, imprese e innovatori è il progetto RISE con cui, insieme alla Fondazione CARIPLO e al Politecnico, abbiamo individuato le aree tecnologiche più promettenti per la Lombardia con una programmazione strategica su biotecnologie, materiali avanzati, ICT, tecnologie energetiche e ambientali. Abbiamo rafforzato anche il partenariato con gli Enti locali - in particolare con il sistema camerale e con le Province - con la sottoscrizione di accordi per sostenere la nascita e lo sviluppo di imprese innovative, la partecipazione delle piccole e medie imprese a progetti di ricerca e il sostegno a nuovi brevetti.
Le carenze nel trasferimento tecnologico
La situazione italiana e anche quella lombarda soffrono ancora di carenze nel processo di trasferimento tecnologico. È debole la circolazione di quel patrimonio fondamentale fatto di conoscenze, competenze e innovazioni tecnologiche prodotte da università e piccole e medie imprese. Le aziende hanno mediamente dimensioni e risorse troppo piccole e vivono ancora una diffidenza nei confronti del mondo della ricerca teorica e della sua possibilità di incidere effettivamente sull'innovazione di processo e di prodotto. L'azione della Regione Lombardia a sostegno dell'innovazione si è mossa essenzialmente su due binari: da un lato, spostando sempre più i contributi sul fronte della domanda per favorire le dinamiche di innovazione d'impresa e l'interazione con i centri di ricerca e sviluppo. In questo ambito rientra la sperimentazione del voucher tecnologico, attuata con il progetto Minerva e riguardante inizialmente 200 imprese. A partire da questa esperienza il voucher tecnologico verrà esteso a tutto il territorio regionale con la nuova Misura INTEC Voucher, con la quale sarà possibile attivare servizi specialistici che sostengono progetti imprenditoriali o lo sviluppo della ricerca. Chiaramente, perché il voucher funzioni serve un sistema di accreditamento selettivo che consenta direttamente agli utenti-imprese di scegliere a ragion veduta i centri di ricerca a cui rivolgersi. Il sistema Questio è stato creato proprio come strumento operativo permanente, flessibile, adeguato alle esigenze di tutti i possibili utenti. Ad oggi sono stati inseriti 260 centri di ricerca e trasferimento tecnologico di cui 115 sono già stati validati e valutati positivamente. L'altro binario è quello costituito da strumenti finanziari innovativi, come il Fondo Next che - con oltre 30 milioni di euro - è il primo fondo di venture capital pubblico - privato in Italia.
Capitale umano e capacità di fare sistema
La Lombardia investe su quelli che sono i veri motori dell'innovazione: il capitale umano e la capacità di fare sistema. Solo un investimento sulla persona e sul talento può risollevare le sorti della nostra economia e aiutare la Lombardia a svolgere il ruolo che le compete: quello di locomotiva del Paese. Stiamo spingendo sull'acceleratore per introdurre alcuni principi-chiave: la meritocrazia, la concorrenza tra istituti universitari e la formazione continua dei dirigenti sia pubblici sia privati. Innovare significa premiare i virtuosi, attraendo noi per primi i talenti dall'estero. Innovare significa superare la logica dell'autoreferenzialità dai nostri atenei e parallelamente incentivare la formazione continua del managent pubblico e privato perché i cambiamenti avvengono laddove esiste una dirigenza preparata e pronta ad affrontare nuove sfide. Il fare sistema non è solo un obiettivo ma il metodo stesso del nostro lavoro: un metodo che deve essere applicato all'interno del Paese, costruendo reti di relazioni stabili per supportare le PMI con servizi e strumenti che consentano di ridurre i rischi del "nanismo". Innovare e fare sistema è un impegno, a livello verticale, che assegna un ruolo da protagonista alle stesse istituzioni.
L'impegno della Regione Lombardia
Nel percorso virtuoso, attivato nel 1996 con la L.R. 35 per lo sviluppo delle imprese minori, la Regione Lombardia ha già firmato numerosi accordi con le Camere di Commercio, le Province lombarde e i Comuni. Con questi documenti possiamo sostenere in modo concreto l'innovazione tecnologica delle PMI lombarde: accordi sono già stati fatti a livello provinciale a Mantova, Milano, Como, Lecco, Varese, Pavia e, da ultimo, anche con il Comune di Milano. Queste intese ci hanno visto destinare 3,5 milioni di euro a sostegno dell'attività di brevetti delle PMI, per la nascita di nuove imprese hi-tech, per stimolare la partecipazione a progetti europei di ricerca e innovazione e favorire la messa in rete di PMI e grandi imprese, università e centri di ricerca. Quello di fare rete è, però, un metodo che deve essere applicato anche al di fuori dei confini nazionali: operiamo attraverso missioni istituzionali, protocolli d'intesa, accordi tra singole università o istituti di ricerca supportati dalle istituzioni. La Lombardia si sta muovendo: a novembre sono stato a Boston dove ho incontrato ricercatori lombardi e italiani che hanno trovato nei laboratori di Harvard e del MIT l'ambito favorevole per sviluppare le loro idee, ma che ben volentieri tornerebbero in Lombardia per portarne avanti le applicazioni. La Regione vuole contribuire a creare il contesto ottimale per studiare e produrre novità utili alla qualità della vita. Ho siglato un accordo con il Governatore del Massachussets finalizzato proprio alla promozione della ricerca scientifica e industriale attraverso anche la collaborazione tra Enti di ricerca lombardi e statunitensi. Il Governo regionale è pronto a farsi interprete delle necessità dell'innovazione - senza nascondersi i problemi - ma valorizzando le esperienze positive e le eccellenze per trainare la competitività dell'intero Paese.





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