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di Ruggero Eugeni e Andrea Bellavista
Docente di Semiotica dei media, Università Cattolica di Milano e Brescia. Dottore di ricerca di Storia della radio e della televisione, Università Cattolica di Brescia.
Non è scontato ricordare che la DTT (televisione digitale terrestre) è un mezzo di comunicazione giovane. Come tale, presenta caratteristiche di straordinario interesse per quanto riguarda le potenzialità comunicative, ma, insieme, rimane ancora legato a una fase di forte discorsivizzazione e tematizzazione paratestuale che, al di fuori della dimensione di progetto, non offre ancora un panorama stabile e chiaramente analizzabile1. Dal punto di vista tecnico-descrittivo, la DTT è caratterizzata dalla sostituzione del sistema di trasmissione analogico (in Italia: lo standard PAL) con quello digitale, che in Europa adotta lo standard DVB (lo stesso della televisione satellitare). Il Digital Video Broadcasting è il nome del progetto di Tv digitale europeo, nato all'interno dell'EBU (European Broadcasting Union), che ha il compito di definirne e svilupparne gli standard di trasmissione. Attualmente sono state definite tre modalità: DVB-S, per la trasmissione via satellite; DVB-C, per la Tv via cavo; DVB-T per la Tv digitale terrestre. Il passaggio dal sistema analogico a quello digitale consente di "comprimere" diversi canali televisivi e altri dati nello stesso spazio attualmente utilizzato per trasmettere un solo canale analogico e permette di aggiungere una serie di servizi alternativi e suppletivi rispetto al broadcast tradizionale. Il formato di compressione adottato in Europa e negli Stati Uniti è l'Mpeg-2 (il più diffuso anche sul web). Il dato più evidente che appare a una lettura anche superficiale dell'attuale programmazione di DTT è relativo al peso minoritario affidato alla proposta di materiali (prodotti o canali) veramente "nuovi", cioè autonomi dall'offerta di televisione generalista via etere e satellitare, pensati e progettati per la peculiarità del medium in questione. Il primo rischio, dunque, è che la "nuova" DTT si presenti come una duplicazione dei modelli esistenti (Tv generalista e Tv satellitare), sia in termini di contenuti (i testi e i prodotti) sia di organizzazione palinsestuale. A fronte di un forte investimento sul versante dell'informazione (i canali Rai che esplodono il satellite) e dell'intrattenimento (i canali RTI Boing e VJ television), altri versanti risultano poco esplorati, soprattutto se si tiene conto delle potenzialità di interazione e di T-governement e T-business offerti dal mezzo. In questo senso, se da una parte quello che potremmo definire come il passaggio all'età dell'abbondanza2 dell'offerta e del sistema televisivo e mediale si è, di fatto, ripiegato in un passaggio all'età della ridondanza, dall'altra è opportuno, anzi necessario, salutare con entusiasmo e con attenzione tutte le sperimentazioni e le esperienze che tentano di superare questa impasse. Ed è proprio in quest'ottica che la nascita di un canale totalmente autonomo e "dedicato", costruito con materiali direttamente forniti dagli interlocutori diretti e dai fruitori principali (imprese, artigiani, professionisti, commercianti e consumatori) deve essere considerata come una delle "scommesse vinte" dal digitale terrestre. Soprattutto nel momento in cui esso riesca a sfruttare nel modo migliore le potenzialità interattive offerte dal mezzo. A livello europeo, lo standard di riferimento per l'offerta di servizi ulteriori rispetto alla trasmissione di contenuti, è il MHP (Multimedia Home Platform), basato su tecnologia Java. Oltre all'accesso a Internet, il MHP è in grado di consentire l'accesso ai servizi attraverso due altri profili: l'Enhanced Broadcasting e l'Interactive Broadcasting. L'Enhanced consente la possibilità di arricchire i servizi televisivi unidirezionali di base con contenuti multimediali sincronizzabili con il programma in onda (datacast, enhanced teletext, sottotitoli, giochi, ecc.) memorizzandoli nel terminale dell'utente; l'Interactive aggiunge la possibilità di interagire con il centro servizi attraverso un canale di ritorno e di usufruire di servizi bidirezionali (pay-tv, pubblicità interattiva, home banking, commercio elettronico, AVOD, ecc.). La coniugazione dei due profili, con particolare attenzione per la finalità con la quale essi vengono articolati e impiegati, consente di definire due differenti modelli: il modello propriamente detto di Enhanced Tv e quello di Magazine/portal Tv (a essi si aggiungono i modelli di T-government, di T-business, caratterizzati dalla trasposizione in DTT dei servizi di e-government e dei servizi informativi- transattivi di aziende operanti sul mercato). La Enhanced Tv è caratterizzata da applicazioni interattive che arricchiscono il prodotto con contenuti aggiuntivi correlati al programma (testo, immagini fisse, video aggiuntivo) e che permettono forme progressive di interazione del telespettatore (sondaggio, voto, partecipazione a giochi); la Magazine/portal Tv offre applicazioni non necessariamente correlate al contenuto televisivo, ma in cui il flusso televisivo scelto dall'utente è sempre presente, con finalità informative, di servizio, di intrattenimento o di gioco (è il caso, ad esempio, di Rai50, servizio raggiungibile da tutti i canali Rai, in onda dal 28 aprile per tutto il 2004 in occasione di RicordeRai; di Euro2004, in onda dal 15 giugno al 4 luglio del 2004 in contemporanea con il Campionato Europeo di calcio e di Olimpia, in occasione dei Giochi Olimpici di Atene 2004). Attualmente, la struttura dei canali interattivi che costituiscono l'offerta è caratterizzata da una forte preminenza del modello Enhanced su quello di portal Tv. La modalità Enhanced (con sviluppi e quozienti di approfondimento che potranno essere compiutamente analizzati solo in fase di pieno regime) presuppone una "aggiunta" di informazioni relative a un testo: è esemplare il caso dei canali o degli spazi dedicati al cinema, che forniscono trame, dati suppletivi, biografie e filmografie dei personaggi, ecc.(attualmente focalizzati intorno ai "blocchi" Bellissimi per Rete4, Filmissimi per Canale5 e Portale Film per i canali Rai). È evidente che questa tipologia di interattività non consente una vera e propria entrata all'interno del testo, ma piuttosto è mirata alla costruzione di una soglia del testo, basata su un incremento cognitivo3. Se la funzione interattiva della modalità portal tv è destinata ad aprire il testo e indirizzarlo verso potenzialità di comunicazione e di fruizione alternative, il modello Enhanced tende a costruire un testo resistente. Ed è proprio di vincere questa seconda sfida, questa scommessa verso una comunicazione "davvero" interattiva, che è opportuno, anzi necessario, augurare a un nuovo canale che si affaccia sul panorama mediale.
Note * 1 Per una ricognizione sulle prospettive della DTT in Italia, si rimanda a FLEISCHNER E., SOMALVICO B., La TV diventa digitale. Scenari per una difficile transizione, Franco Angeli, Milano 2002; PUGLIESE L., Next TV. La via italiana al digitale terrestre, Olivares, Milano 2003; per una prospettiva europea si veda IOPPOLO D., PILATI A., Scenari della televisione europea nell'epoca digitale, Sperling&Kupfer, Milano 1999; PAPATHANASSOPOULOS S., European Television in the Digital Age, Polity Press, Cambridge 2002; PERRUCCI A., RICHERI G., Il mercato televisivo nel contesto europeo, Il Mulino, Bologna 2003; DI FELICIANTONIO L., Switch over. Scenari e obiettivi della Tv al tempo del digitale terrestre, Guerini, Milano 2004; FREZZA G., SORICE M. (a cura di), La Tv che non c'è. Scenari dell'innovazione televisiva in Europa e nel Mediterraneo, 10/17, Salerno 2004. Per un approfondimento sullo sviluppo della DTT in Europa e negli Stati Uniti si rimanda a ARNANZ C. M., Negocios de television: transformaciones del valor en el modelo digital, Gedisa, Barcelona 2002; GRIFFITHS A., Digital television strategies. Business challenger and opportunities, Palgrave MacMillan, Basingstoke 2003; GALPERIN H., New television, old politics: the transitio to digital TV in the United States and Britain, Cambridge University Press, Cambridge 2004; HART J. A., Technology, television and competition: the politics of digital TV, Cambridge University Press, Cambidge 2004; BROWN A., PICARD R. G. (eds.), Digital terrestrial television in Europe, Erlbaum, Mahwah 2005. 2 ELLIS J., Seeing Things. Television in the Age of Uncertainty, Tauris, London 2000. 3 Per una interessante prospettiva di studio internazionale, si veda a questo proposito ARDISSONO L., KOBSA A., MAYBURY M. (eds.), Personalized digital television: targeting program sto individual viewers, Kluwer Academic Publishers, Kluver 2004.





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