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di Luciano Petracchi
Presidente Confartigianato
L'arte contemporanea nella produzione di manufatti si esprime in tre modi principali, autonomi ma interrelati: Arte, Design, Artigianato Artistico. La terminologia corrente appare ambigua ed obsoleta. Ritengo che la creatività contemporanea non possa più essere riconducibile alle divisioni storiche e alle loro implicite gerarchie di valori. I tre sistemi dovrebbero essere considerati equivalenti nel loro momento ideativo e progettuale e distinguibili e apprezzabili secondo i modi di produzione, di distribuzione e di consumo che li caratterizzano e le loro strategie di immagine e di comunicazione. Scrive efficacemente Alberto Bassi, storico e critico del disegno industriale: "La seconda metà dell'Ottocento e tutto il Novecento sono state caratterizzate dalla battaglia teorico-pratica, e soprattutto ideologica, che ha condotto a definire, affermare e esercitare il design come metodo e modalità idonea alla progettazione di artefatti nell'età industriale. Tutto quanto realizzato, insomma, ha adottato questa comoda ed unificante etichetta, garanzia di modernità, buon prodotto, sicuro o probabile successo sul mercato. Un'utile generalizzazione che, se dal punto di vista del metodo ha contribuito a diffondere modi di progettazione e produzione ‘alti', quantitativamente e di frequente qualitativamente ha però appiattito le differenze e le specificità. Non tutti gli artefatti infatti possono definirsi industriali, ma sono risultato, ad esempio, di produzione manuale oppure di decorazione. Volendo guardare l'esecuzione ci sarebbe da riscrivere l'intera storia del disegno industriale italiano; parecchio di quanto è passato come design è per lo più produzione artigianale, pezzo unico, piccola serie".
L'artigianato artistico
L'artigianato artistico costituisce un enorme patrimonio culturale ed economico, rappresenta l'emblema del gusto, della creatività, dell'unicità del prodotto Made in Italy nel mondo. È presente in tutti i settori produttivi, opera in stretto rapporto con l'ambiente, la storia, i costumi ed i movimenti culturali del territorio, tanto da caratterizzare stili di vita, epoche e aree diversi che rappresentano straordinari habitat o distretti artigiani. E l'Italia è il Paese che, più di ogni altro al mondo, presenta un numero elevatissimo di tradizioni locali e di centri territoriali specializzati, oltre 200, in cui operano più di 140.000 imprese con 240.000 addetti. Ma l'artigianato d'arte è anche tra i settori a maggiore rischio d'estinzione, a causa degli alti costi d'avvio dell'impresa, delle difficoltà burocratiche e degli oneri nella trasmissione dell'attività e nella formazione dei giovani, dei problemi nella commercializzazione. Sono convinto che l'artigianato artistico debba essere aiutato ad affermarsi attraverso la collaborazione e l'impegno condiviso sia da parte delle Organizzazioni che lo rappresentano sia da parte di Enti e Istituzioni, pubbliche o private, e di chiunque sia seriamente interessato a valorizzarne la qualità. Penso, ad esempio, ad una sorta di "sistema premiante" per incentivare la ricerca creativa, al potenziamento della formazione, oppure ad intese per promuovere la "visibilità" e per favorire la commercializzazione dei prodotti. Confartigianato ha predisposto un progetto di sviluppo che prevede interventi per promuovere l'apprendistato, per agevolare dal punto di vista fiscale e contributivo la creazione d'impresa, per favorire l'innovazione e la ricerca nelle tecnologie e nei materiali, per coordinare le iniziative di promozione d'immagine e di valorizzazione sul mercato. Ma anche per superare la dicotomia tra sapere teorico e sapere pratico, tra chi pensa e chi fa e per avviare un nuovo rapporto tra artigianato artistico, design e arte, al fine di rivalutare l'identità dell'artigiano che deve riappropriarsi di un ruolo unificante degli aspetti della progettazione creativa, della tecnica e del materiale. Deve, cioè, tornare ad essere protagonista di tutte le fasi della realizzazione del prodotto – intuizione artistica, progettazione, realizzazione dell'oggetto – cercando di superare le frammentazioni e i complessi di inferiorità in cui spesso finora è rimasto confinato. In questo senso, si distingue dall'arte e dal design, conferendo cioè forma loquens al rapporto tra tecnica e materia impiegando indifferentemente tipologie e tecniche tradizionali o innovative.
Artigianato e istituzioni
A questo proposito, l'artigianato artistico italiano intende misurarsi con gli altri due sistemi di produzione di artefatti ed avviare iniziative coerenti con l'obiettivo di un nuovo riconoscimento istituzionale, a livello nazionale e internazionale. Sa di dover ridefinire il suo profilo qualitativo, operare una selezione al suo interno e riaccreditare il suo storico primato espressivo nei confronti del resto del mondo. Il primo obiettivo è quello d'acquisire adeguato riconoscimento principalmente in sede di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ed altresì presso quello dell'Istruzione e dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica. Alle politiche di questi dicasteri, infatti, sono demandati compiti di coordinamento, raccolta e redistribuzione delle risorse culturali che sul territorio nazionale si producono e spesso, purtroppo, si disperdono, senza lasciare traccia. Di queste risorse, l'artigianato artistico è produttore fondamentale, in quanto depositario di un patrimonio che è parte della storia dell'identità nazionale e insieme delle differenze regionali del Paese. A quest'ultimo proposito, interlocutore necessario è il Coordinamento delle Regioni Italiane. L'artigianato artistico, in ragione delle sue specificità produttive, avverte l'esigenza del ritorno alla centralità della fase creativo-progettuale degli artieri e delle imprese, orientata alla produzione autonoma di nuovi modelli legati ai saperi, ai materiali ed alle tecniche posseduti o acquisibili. L'investimento culturale finalizzato a coltivare la capacita di ricerca e sperimentazione è vitale per acquisire nuova spinta creativa ed arrestare l'impoverimento di quelle manualità che, in passato, avevano proprio nei mestieri il loro paradigma illustre di riferimento. Una collocazione autonoma e paritetica rispetto alle altre modalità del progettare artefatti estetici richiede che i contenuti formativi dell'artigianato artistico siano individuati, per l'avvenire, in termini di disciplina e non più di mestiere, storicamente inteso.
Specificità della disciplina
Per quanto riguarda la definizione disciplinare ritengo opportuno adottare progressivamente il termine di Arti Applicate. L'artigianato artistico e le Arti Applicate sono in Italia risorsa creativa e reattiva contro l'omologazione del villaggio globale, rappresentano la difesa della memoria, dell'identità e della diversità. Costituiscono altresì un fattore strategico per un destino antropico della tecnologia e uno sviluppo sostenibile. Ma forniscono anche un'energia propulsiva per una nuova qualità della vita e per assegnare un altro orizzonte esistenziale e occupazionale alle giovani generazioni, per affiancare e formare la nuova figura dell'artigiano metropolitano. Il riconoscimento istituzionale dei mestieri d'arte è peraltro l'obiettivo del "Manifesto per le arti applicate del nuovo secolo", al quale hanno aderito esponenti delle forze politiche, intellettuali e artigiani e in cui Confartigianato, insieme con Cna, ha proposto un nuovo modello teorico, espositivo, didattico e produttivo per le arti applicate. Tra le indicazioni operative: ricondurre i mestieri d'arte, in quanto espressione di attività culturale a pieno titolo, alle competenze del Ministero dei Beni Culturali. A mio giudizio, inoltre, è necessario colmare molte carenze normative sui mestieri d'arte e recuperare un'attenzione politica, istituzionale e culturale che finora è stata episodica e frammentaria. Ad iniziare dal rapporto tra scuola e lavoro, tra teoria e pratica, tra istruzione e formazione professionale. Basti pensare che ancora oggi l'apprendistato è di fatto impedito ad un laureato. Ma occorre anche intensificare l'investimento nella cosiddetta componente immateriale del prodotto: design, significati culturali, innovazioni di processo e di prodotto, software e logistica, relazioni commerciali. Come ho avuto modo di sottolineare pochi mesi fa, a Torino – nell'ambito dell'inaugurazione delle Mostre celebrative del Centenario dell'Esposizione Internazionale d'Arte decorativa moderna del 1902 – l'artefatto artigiano, che sembrava irrimediabilmente emarginato dalle produzioni di grande scala, trova possibilità espressiva proprio nella società globalizzata e nella sua controfaccia localistica, in cui nuovi modi di intendere l'arte aprono spazi impensati al rapporto tra espressione artistica, comunicazione, lavoro, mondo della quotidianità. L'artigianato è ancora realtà d'oggi, non attività del passato. Caratteristica dell'artigianato d'arte italiano e sua peculiarità secolare è quella di costituire una continuità di presenza nei centri storici delle nostre città. Presenze vitali dell'immagine del fare ad arte e di una miriade di attività artigiane diffuse sull'intero territorio, anche se è sempre più difficile mantenere le storiche botteghe, là dove sono sorte. Considero la tutela e la valorizzazione di questi mestieri elemento essenziale di continuità per tramandare la storia e le tradizioni del nostro Paese. Rappresenta quindi un interesse di tutta la collettività quello di sapere che il saper fare ad arte può e deve essere tramandato dagli anziani ai giovani affinché proseguano, con proprie strade espressive e imprenditoriali, la grande tradizione dell'artigianato italiano.





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