Dal 3 gennaio 2011 il visto poteri di firma sostituirà la vidimazione su fatture Dal 3 gennaio 2011 non sarà più effettuato il servizio di vidimazione che attesta la congruità dei prezzi sulle fatture. In alternativa, come per tutti gli altri documenti, potrà essere richiesto il visto poteri di firma che consiste in un controllo di legittimità della firma. Visto poteri di firma Le dogane di alcuni paesi esteri (in particolare extraeuropei) richiedono alle imprese esportatrici di presentare una serie di documenti vidimati: listini prezzi, dichiarazioni riportanti la composizione di alcuni prodotti; traduzioni; fatture di nolo, ecc.. La richiesta per la vidimazione di tali documenti può essere presentata alla Camera di Commercio del luogo in cui l'impresa ha la sede legale o l'unità locale. Documentazione da presentare - richiesta scritta (in formato pdf 84 kB) con timbro e firma semplice del titolare/legale rappresentante
- 2 Copie del documento firmato in originale.
L'Ufficio timbra e vidima le due copie, di cui una è rilasciata al richiedente, l'altra è conservata agli atti. - Fotocopia semplice di un documento d'identità del firmatario.
Come depositare la traduzione dell'attestato di libera vendita Se le imprese necessitano di un attestato di libera vendita in una delle seguenti lingue: - inglese
- francese
- spagnolo
possono effettuare una traduzione dell'attestato precedentemente rilasciato dall'ufficio, e depositarne una copia chiedendo il visto poteri di firma La traduzione dell'attestato, scritta su carta intestata dell'impresa, deve essere impostata come nella traccia del facsimile allegato (in formato word 19,5 kB). Questa procedura è spesso accettata da alcuni Paesi Esteri, in alternativa alla traduzione giurata dell'attestato, che deve essere richiesta al Tribunale. Costi e modalità di pagamento L'UFFICIO NON APPONE IL VISTO SU: - dichiarazioni dell'impresa riguardanti l'origine dei prodotti
- documenti recanti menzioni di esclusione o restrizione incompatibili con le Convenzioni internazionali e/o leggi nazionali (quali, ad esempio: menzioni che indicano che le merci non contengono prodotti originari di alcuni paesi sottoposti a discriminazione o che non sono trasportati da navi iscritte in apposite liste negative)
- lettere di invito in Italia a favore di cittadini di Paesi terzi.
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